Buon viaggio Juventus

Pubblicato da Luca | | | 3 Commenti »

Un nuovo video. Per festeggiare l’avvio del campionato. E per celebrare il ritorno di una Juventus competitiva. La prima, del periodo post-Calciopoli. Questo era l’impegno che mi ero preso nel momento in cui ho staccato per qualche giorno dal pc, per un periodo di (credo) meritata vacanza. Ora lo potete vedere in fondo all’articolo. Ho cercato di dare sfogo a tutta la mia “juventinità”.
Calciopoli. Un nome per un delitto non riuscito, per alcuni. Un nome per una farsa, per molti altri. Un nome che a me evoca un’immagine: io, solo, in piedi, in mezzo al soggiorno della casa dei miei genitori, con le braccia conserte, a guardare fuori dalla finestra. In un momento di “lucida follia”, preso dalla voglia di abbandonare tutto: il calcio, la Juventus. Non ne potevo più. Un incubo. Tutti che ci massacravano, nessuno che ci difendeva. Solo i tifosi, spinti dal loro infinito amore, non hanno mai abbandonato la Vecchia Signora. Loro, noi, siamo la Juventus.
E’ bastato voltarmi, e vedere una fotografia che mi immortala quando ero ancora piccolino, per farmi cambiare idea. Avevo indosso la maglietta bianconera, alla quale avevo aggiunto, col pennarello, la scritta “Ariston”, disegnato due stelle ed uno scudetto all’altezza del petto. E, dietro, scritto il numero 10. Di un giocatore francese: Michel Platini. Cercavo spesso di imitare le sue gesta, con quei palloni talmente leggeri che il vento, a volte, aiutava nel creare strane traiettorie. Nella foto, ero sdraiato in un prato, in una posa simile a quella che Platini si inventò in quel di Tokyo, nel corso di una memorabile sfida vinta ai rigori contro l’Argentinos Juniors. Quando gli venne annullato uno dei goals più belli della sua straordinaria carriera.
Un’infinità di ricordi tinti in bianconero hanno accompagnato la mia esistenza ad oggi. Come quelli relativi alla finale di Champions League vinta a Roma. L’ho seguita in casa di mia nonna, soli, io e lei. Ai calci di rigore se n’era andata in cucina, non riusciva a reggere la tensione. Dopo l’ultimo penalty di Jugovic mi ha sentito urlare, è entrata in camera e mi ha trovato impazzito a saltare sul letto, mentre lanciavo i cuscini a destra e a manca. Non sapeva come fare a calmarmi. Io ci provavo a contenermi, ma poi vedevo Di Livio saltare come un bambino e riprendevo… Oggi lei non c’è più. Ad ogni goals della Juventus, mi immagino di vederla agitare il suo inseparabile ventaglio in segno di gioia.
Devo a mio padre (e al nonno paterno) l’amore per la pesca nei fiumi, altra passione della mia vita. A volte, quando lo vedo muovere la canna in mezzo all’acqua, penso sia stato concepito proprio lì. Sembrano una cosa sola. Mi è stato insegnato il rispetto per la natura e ho dovuto scoprire, al riguardo, quello che l’uomo è riuscito a rovinare nel corso degli anni. Del fiume, penso di essere un gradito ospite: quando mi trovo solo, tra le sue acque, e riesco a trovare un pò di tranquillità, provo sensazioni uniche. Una frase, scritta da Norman Maclean all’interno del suo libro “In mezzo scorre il fiume” (da cui è stato tratto l’omonimo film, diretto da Robert Redford), spiega esattamente quanto ho appena scritto: “Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume la attraversa. Il fiume è stato creato dalla grande alluvione del mondo e scorre sopra rocce che sono le fondamenta del tempo. Su alcune di queste rocce sono impresse gocce di pioggia senza tempo. Sotto le rocce ci sono le parole, e alcune delle parole appartengono alle rocce. Sono ossessionato dalle acque“.
Sono un tifoso, un blogger. Vivo di emozioni. Parafrasando Maclean, basterebbero quattro semplici parole per spiegare i miei sentimenti: “Sono ossessionato dalla Juventus”.
Buona visione.



Si ringrazia zebrabianconera10.wordpress.com

A tre giorni dall’inizio del campionato, la rosa della Juventus cambia ancora a seguito di un’operazione in uscita. Sergio Bernardo Almiron è stato ceduto in prestito al Bari.

Il centrocampista argentino è arrivato a Torino all’inizio del 2007/08, stagione che ha poi chiuso in Francia, al Monaco, dove è stato ceduto a gennaio. L’anno successivo il prestito alla Fiorentina, da cui è rientrato a fine campionato.

A mio parere un prestito giusto.
Qui alla Juventus avrebbe giocato molto poco.

E gli infortuni non finiscono qui.

Il bollettino di Diego:
"Sta bene,ha superato l'affaticamento muscolare al retto femorale della gamba sinistra e sarà pronto per l'inizio del campionato, fondamentale è stato il lavoro svolto con il preparatore Gaudino."
 Il bollettino di Giovinco:
"Ieri anche per lui risonanza magnetica che ha evidenziato un elongazione muscolare in termini pratici : uno stiramento alla coscia sinistra: stop di 20 giorni e prima di giornata a rischio."
 Il bollettino di Zebina:
"Il difensore francese fa tremare Ferrara,soffre di nuovo di tendinite però non al piede operato a novembre,oggi le sue condizioni saranno valutate da esami più approfonditi ma se la diagnosi dovesse essere confermata sarebbe un brutto colpo per Ferrara che aveva ritrovato nel pre campionato uno Zebina che si era ripreso alla grande."

Con l'arrivo di Caceres dovremmo essere coperti abbastanza in difesa.
Giovinco che ci possiamo fare,pur avendo 22 anni ha un fisico che non regge in nessun modo.
Riguardo a Diego,l'abbiamo visto giocare solo un'ora in campo con la maglia della Juventus,di certo non una buona presentazione.
Dovrebbe riuscire a giocare al Trofeo Tim venerdì sera contro il Milan e l'Inter.

E' una notizia che ha imbestialito e fatto rimanere a bocca aperta molti tifosi bianconeri.
Una cessione inaspettata e dal sapore amarognolo.
Ceduto a titolo definitivo per 2,5 mln ai viola, davvero una misera cifra tenendo conto che è un ottimo regista basso (infortuni permettendo).
Ora la Juventus tornerà sul mercato? Cobolli in una sua recente intervista ha dichiarato che il mercato della Juventus in entrata è definitivamente chiuso,sarà vero oppure è la classica strategia da mercato?
Io onestamente spero proprio che sia cosi,una strategia,e che prendano uno da farlo giocare al posto di Cristiano.
Vi lascio con una frase detta da Cristiano a metà Luglio:

“Ci vedremo presto con i dirigenti per discuterne, la mia speranza è quella di rimanere qui e vincere qualcosa di importante con questa maglia” (Cristiano Zanetti, 13 luglio 2009)

Non mi resta che,da buon tifoso,augurare a Cristiano buona fortuna!

A Mouringhio non resta che guardare quella coppa cosi tanto sognata.
La sconfitta in Supercoppa italiana, maturata allo stadio olimpico di Pechino contro la Lazio, non è andata giù all'Inter. Il club nerazzurro, sul proprio sito ufficiale, parla di beffa e gol di mano per la rete dell'1-0 "con il suo braccio sinistro". Nella prima notizia sull'esito della sfida, il sito interista parla di "primo gol di Matuzalem nettamente viziato da un fallo di mano".
Vederli rosicare non ha prezzo.

Guarda la sintesi della partita QUI


E' tempo di vacanze!!
Finalmente è giunta anche per noi l'ora di una sudata vacanza.
L'appuntamento è per il 22 agosto,con la prima giornata di campionato.
Auguriamo a tutti voi buone vacanze e vi invitiamo a tornare dal 23 agosto con molti articoli sulla nostra Juventus,molte schede di giovanissimi calciatori curate dal nostro esperto Nicholas e molto altro.
Buone vacanze!

Luca e Nicholas

Voglio condividere con voi un editoriale di Mughini su Trezeguet.

Bene, benissimo. Che David Trezeguet abbia giurato di non volere smettere la maglia bianconera, che dopo nove anni di gol a mitraglia voglia continuare a farli in nome e per conto della Vecchia Signora dei Campionati.
Lo so, lo so che non è tutto romanticismo quel che luccica. Che se una qualche società europea di rango avesse accettato di pagare a David quel sontuoso stipendio da 4 milioni e mezzo di euro netti l’anno, assicurandogli per giunta di partire titolare, lui ci sarebbe andato di corsa. Bene, benissimo che questo non sia avvenuto e che lui non mandi sms alla maniera di Ibra al mio amico Giovanni Cobolli Gigli esigendo di essere ceduto il più presto possibile. Era stato Giovanni a raccontarmi il comportamento dell’Ibra vincolato contrattualmente alla società bianconera nel frattempo scaraventata in B, e che batteva i pugni sul tavolo e urlava a chiedere che lo cedessero a tutti i costi. E a quel punto l’Inter lo poté pagare l’inezia di 22 milioni di euro, meno di un terzo di quanto lo abbia valutato adesso il Barcellona.
Carnefice azzurro
Tanto David che Ibra erano due giocatori usciti dal cilindro prodigioso del più grande direttore sportivo italiano dell’era moderna, Luciano Moggi. David venne acquistato dalla Juve quando di gol ne faceva già tanti nel massimo campionato francese ma prima di quel gol (purtroppo per noi italiani strepitoso) con cui la Francia si mise in tasca la coppa di miglior squadra europea, una coppa che all’89° era stata già impacchettata con i colori della bandiera italiani. Con la casacca juventina David fece inizialmente un po’ di panchina, perché in quel ruolo giocava da titolare un certo SuperPippo Inzaghi. Finché la Juve della Triade cedette Inzaghi per una gran cifra e puntò su David. Il quale ricambiò la cortesia riuscendo nell’impresa di totalizzare la miglior media gol mai riuscita a un goleador bianconero.
Sempre a segno
Dire che David e il gol siano tutt’uno è dire una banalità sconcertante, ma anche una verità assoluta. Lui non gioca a pallone, lui la mette dentro. Di rapina (che termine stupido!), al volo, in acrobazia, di destro, di sinistro. In tutti i modi possibili e immaginabili. Ve lo ricordate il gol che decise quel campionato che alcuni giudici pagliacci hanno poi rapinato alla Juve e regalato all’Inter (a proposito, spero non vi sia sfuggita l’intervista di Fedele Confalonieri in cui dice che i tornei “regalati” all’Inter sono due)?
Le cose erano andate così. La Juve e il Milan erano a pari punti a quattro turni dalla fine, e alla Juve toccava andare a giocare a San Siro.
La Juve era priva di Ibra, che era stato pesantemente squalificato. La partita del Milan che precedeva il big match era stata arbitrata da Massimo De Santis, l’arbitro accusato di essere al vertice dell’“organizzazione a delinquere” capeggiata da Moggi.
In quella partita ce n’erano due o tre di grandi giocatori milanisti che, ove fossero stati ammoniti da De Santis, avrebbero saltato lo scontro con la Juve. De Santis dimenticò i suoi doveri di gran delinquente professionale e non ne ammonì nessuno. E dunque ecco la Juve senza Ibra e il Milan al suo completo.
Arriviamo alla seconda parte del secondo tempo. Ancora 0-0, e dunque la Juve ancora in testa alla classifica, ma solo e soltanto per la differenza reti. Succede che dal limitare dell’area rossonera Alex Del Piero si trovi a giocare una palla a mezza altezza , spalle alla porta milanista e con un difensore rossonero alle costole.
Che perla
Che fa? Inventa una rovesciata che trasforma quella palla in un cross invitantissimo per il genio di David. Il quale va incontro alla palla, spalle anche lui alla porta, e per giunta pressato da un difensore rossonero e a non dire che da quelle sue parti sta arrivando anche il portiere rossonero (mi pare fosse il gigantesco Dida).
A quel punto lui si inventa una “palombella” con un colpo di cranio tanto da far percorrere alla palla una deliziosa curva che conclude la sua traiettoria in fondo alla rete. 1-0 per la Juve il punteggio finale. Juve che sarà campione d’Italia per la 28ª e meritatissima volta. Se c’è qualcuno che riesce a smentire in punta di fatto quello che ho raccontato - ho detto in punta di fatto - accetto che mi dia del cialtrone.
Il futuro è suo
Ho raccontato un gol fra i tantissimi di David. Ne potrei raccontare decine e decine. Quel primo e splendente gol juventino di un 3-1 inflitto ai “galacticos” del Real Madrid a Torino. Oppure, ed è tra i miei preferiti, il gol fatto al Torino a conclusione di una partita in cui lui non aveva toccato palla. Il gol per antonomasia di David, è difatti quello che lui realizza l’unica volta che tocca la palla. E del resto, amici cari che mi state leggendo, a che altro serve battere la palla se non a metterla dentro? Dimenticavo l’ultimo gol fatto con la maglia juventina. Domenica sera contro l’Aston Villa, e seppure la partita sia finita come sapete. A David toccava il secondo turno come rigorista bianconero. Uno stremato Iaquinta aveva fallito il primo rigore juventino. Un David svogliato o poco concentrato o che non ne poteva più della Juve ci avrebbe messo un niente a fallire il suo rigore. E invece lo ha messo dentro. Aspettatelo, aspettiamolo David. Sono sicuro che di gol nel suo carniere ne ha ancora tanti.
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- BIOGRAFIA DEL CALCIATORE -
Matias Ezequiel Schelotto,soprannominato ‘Il Levriero’(Buenos Aires, 23 maggio 1989) è un calciatore argentino,terzino destro,all’occorrenza ala destra del Cesena (Serie B) in comproprietà con l’Atalanta. E’ alto 1.92 cm e pesa 81 kg.

- CARRIERA -
La sua carriera calcistica inizia nelle trafile del Banfield,squadra argentina che milita in Primera Divisìon.
Dopo aver giocato nella Primavera del Banfield,esordisce nella Prima Squadra a 18 anni,collezionando anche una discreta quantità di reti.
A 19 anni,essendo svincolato dalla squadra argentina e non avendo nessun contratto,il Cesena Calcio,che nel 2008/2009 militava in Lega Pro(Serie C italiana) decide di investire su questo giovane ragazzo,individuandone le sue grandi capacità di corsa e tecnica.
Dopo aver risolto alcune pratiche con la Fifa,Schelotto a gennaio può cominciare a giocare in gare ufficiali col Cesena.
Il mister Pierpaolo Bisoli,intravede in lui molte capacità,confermando:
“Uno con questa prestanza non l'avevo mai visto” e ancora “Salta l'uomo a falcate invece che in dribbling,ha bisogno di correre. Deve ancora crescere, imparare a giocare con la palla. Ma ha pazienza ed è umile».
Esordisce contro la Spal,a Ferrara,segnando il gol vittoria che garantì al Cesena il primo posto in Classifica,e a fine campionato la promozione diretta in Serie B. Nel calciomercato estivo,l’Atalanta ne ha acquistato la metà dal Cesena.

- DATI TECNICI -
Ezequiel Schelotto è un giocatore che predilige la fascia destra,ma si adatta anche a fare il terzino destro. Le sue doti principali,sono la grande resistenza e la corsa:queste doti gli permettono di saltare facilmente l’uomo,essendo anche molto tecnico.
Pur essendo molto alto,è stabile,riesce a cambiare di passo repentinamente e senza sbavature in fase di controllo.
Molto abile anche nel colpo di testa,è padrone della fascia laterale di destra.
L’Atalanta ne ha acquistato la metà,e probabilmente nella stagione 2009/2010 lo porterà a Bergamo,dopo che il Cesena l’avrà fatto maturare ancora un anno in Serie B.

- CONSIDERAZIONI PERSONALI -
Avendo l’opportunità di vederlo dal vivo,mi ha fatto una grandissima impressione in fase di pressing e di corsa: nonostante corra per tutti i 90 minuti,ha una grande lucidità sia in fase offensiva che in fase difensiva,anche al termine di una gara.
Le sue doti principali fanno si che riesca a saltare con facilità gli avversari anche più fisici di lui.
La grande tecnica abbinata alla corsa continua fanno di questo giocatore un futuro Campione,che fra un anno molto probabilmente raggiungerà l’Atalanta in Serie A.

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Scheda tecnica a cura di: Nicholas e Luca


La Peace Cup è andata all'Aston Villa, ma Ciro Ferrara non è deluso della prestazione bianconera: "C’è un pizzico di dispiacere perché volevamo vincere. Ci abbiamo provato in tutti i modi, anche schierando quattro attaccanti insieme - ha dichiarato il tecnico a fine gara -. Comunque sono molto soddisfatto di come la squadra ha affrontato questa partita e, in generale, tutto il torneo. Abbiamo davvero lavorato bene in questi giorni e l’esperienza è stata molto positiva. Sono felice anche per David che a fine partita ha voluto parlare con me e con i compagni annunciandoci che intende rimanere con noi, mettendosi così alle spalle un momento un po’ particolare".
La Juve ha dimostrato in questo torneo di essere al momento il bozzolo di una grande squadra che ha ingredienti importanti come fisico, velocità e fantasia. Amalgamate e digerite le nuove idee di Ferrara, credo che la Juventus potrà davvero fare una ottima stagione,ne sono più che certo!

La pagella:
 
Buffon 6 
Zebina 7
Molinaro 5
Legrottaglie 6.5
Chiellini 6,5
F. Melo 6.5
Marchisio 6
Camoranesi 6,5
Giovinco 5.5
Iaquinta6
Trezeguet 4.5
Grygera 5.5
C. Zanetti 6
Del Piero 6
Amauri 5,5

Ferrara 6  

Ecco qui di seguito il video dei calci di rigore:

- BIOGRAFIA DEL CALCIATORE -
Eduardo Antonio Salvio,soprannominato Toto (Avellaneda,13 maggio 1990) è un calciatore argentino,attaccante del Lanùs.E’ alto 171 cm e pesa 74 kg.

- CARRIERA -
La sua carriera calcistica comincia a 11 anni,quando viene iscritto dai genitori alle giovanili del Lanùs.
Qui cresce facendo tutta la trafila tra i ragazzi argentini.
Viene aggregato dall’allenatore Luis Zubeldìa alla prima squadra nella stagione sportiva 2008/2009.
Esordisce il 24 agosto 2008 nella gara in trasferta contro il Boca Juniors,rimediando però una sconfitta di misura.
I primi gol ufficiali non tardano ad arrivare: il 4 ottobre 2008,durante la sua quarta gara ufficiale, Eduardo segna una doppietta,contro l’Argentinos Juniors,rendendosi protagonista per la vittoria della propria squadra per 4-2.

 - NAZIONALE -
Esordisce nella selezione argentina prendendo parte al Campionato Sudamericano di Calcio Under 17. In realtà Salvio non sarebbe dovuto partire titolare, ma complici una serie di infortuni dei compagni di squadra,finisce col giocare tutte le partite segnando 3 gol e strappando applausi. Alla fine della Competizione a livello Nazionale l’Argentina si classifica terza,dietro a Brasile e Colombia. Il gol più bello della competizione,non a caso,è proprio di ‘Toto’ Salvio,contro l’Equador: partito dalla trequarti a testa dribbla i primi due avversari, una volta entrato in area ne fa fuori altri due e con un colpo sotto scavalca il portiere mettendo in rete.
Partecipa poi al Campionato Sudamericano Under 20.
Egli disputa tutte le 9 gare del Torneo,segnando 4 gol.
Fa la prima apparizione in Nazionale Maggiore il 20 maggio 2009,nel match contro il Panama,terminato 3-1.

- DATI TECNICI -
Eduardo è un esterno offensivo che predilige il 4-3-3,ma può giocare anche da seconda punta.
Rapidissimo sia nell’attaccare gli spazi che palla al piede,scarica in campo tutta la sua potenza in progressione.
Nonostante la statura limitata,riesce a farsi rispettare contro avversari più piazzati: spesso questo è il problema che accomuna i sudamericani molto tecnici.
Salvio non è solo velocità e aggressività,è anche capace di mettere davanti alla porta i suoi compagni di squadra con pregevoli assist.

- CONSIDERAZIONI PERSONALI -
Riuscendolo a seguire nel Campionato Argentino,si nota a prima vista la personalità di questo giocatore:corsa,resistenza,tecnica e precisione.
Sa mettere davanti alla porta i compagni di squadra come se nulla fosse,gioca come trequartista e come seconda punta,per cui è un giocatore molto valido,un giocatore che gioca per sé stesso ma soprattutto per la squadra. Questo ragazzo quindi è un giocatore molto completo,e una volta raggiunta la piena maturazione calcistica sono certo che diventerà una stella del Calcio Mondiale.
Non a caso,molte squadre Europee,come Milan,Juventus,Siviglia e Barcellona hanno già messo gli occhi sulla stella Argentina.

- POSSIBILE ADATTAMENTO IN ITALIA -
Essendo seguito da diverse squadre italiane,tra tutte Milan e Juve,credo che questo ragazzo abbia le capacità di ambientarsi senza problemi al calcio italiano.
Il problema principale potrebbero essere i difensori delle squadre avversarie:in Italia infatti il calcio è sempre meno tecnico e più fisico,per cui non sembrerebbe privilegiare il suo gioco.
Grazie però alla sua tenuta fisica e alla resistenza in corsa,credo che potrebbe essere pedina fondamentale delle migliori squadre italiane.

Clicca QUI per vedere il video del giovane calciatore

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Scheda tecnica a cura di: Nicholas e Luca