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Grazie immenso Gigi

Pubblicato da Luca | | | 2 Commenti »





Quando il portiere è il migliore in campo, sia in caso di sconfitta che in caso di vittoria, vuol dire…che hai un grande portiere. Ma non solo.
Vuole anche dire che sono stati mascherati alcuni problemi, ai quali potrai pensare con più calma ora che hai accumulato altri 3 punti da aggiungere in classifica.
4 partite giocate, altrettante vittorie: punteggio pieno. Nella nostra ultracentenaria storia, è capitato 9 volte: in 8 di queste, abbiamo vinto lo scudetto. L’ultimo, è quello che del quale si fregiano gli interisti (il loro di “cartone”, per intenderci).
I meriti di un Buffon in formato mondiale si aggiungono a quelli di tre “certezze” della rosa bianconera : Marchisio, Camoranesi e Iaquinta.
Quattro giocatori idealmente presenti nell’undici titolare (diciamo nei “tredici”): non un caso. Affrontavamo il Livorno con l’ormai famosa “lista degli infortunati”. Qualche sbavatura, in una squadra ancora nuova e con queste difficoltà, era preventivabile.
Oltretutto, con i limiti di classifica e di qualità conosciuti, il Livorno è venuto comunque a Torino a giocarsela a viso aperto: complimenti. A loro, e a Candreva: bel giocatore.
Detto di Buffon, in difesa non ha demeritato nessuno.
I problemi sono venuti fuori a centrocampo ed in attacco, dove Poulsen, Giovinco e Trezeguet non sono sempre stati all’altezza. Si analizza spesso i singoli, non sempre – però – i demeriti sono soltanto loro.
Poulsen, richiamato più volte da Ferrara perché fuori posizione, ha corso molto (e meglio) rispetto al passato. In posizioni sbagliate, lasciando buchi davanti alla difesa.
Giovinco sta avvertendo il peso della responsabilità: si sente sotto esame. Stìa tranquillo: lo sarà tutta la vita. Del Piero potrà essergli di aiuto. L’impressione, è che non si sia comunque integrato nel ruolo, che peraltro ha sempre reclamato. Se il centrocampo dietro di lui non funziona, i suoi demeriti sono ancora più evidenti. Dopo la partita opaca contro il Bordeaux, questa col Livorno. Ora, “vìa alle danze”: troppo piccolo per sfondare, decisivo solo negli ultimi minuti, non adatto a fare il trequartista. E vìa dicendo. Personalmente, credo in lui. Se sapessi dire in quale posizione, scriverei una mail a Ferrara. Ma la classe c’è. E non la vedo solo io. Ci vuole pazienza.
Trezeguet mi è parso più “mobile” che nel recente passato. Bellissima una girata al volo nel secondo tempo; le altre conclusioni sbagliate, non sono da lui. Ma siamo in “risalita”. Più facile scrivere questo dopo una vittoria. In caso di pareggio o sconfitta, me lo sarei “sbranato”.
Capitolo arbitri.
Saltati i preparativi per la festa di San Gennaro (200 chili di esplosivo sequestrati venerdì nel garage del San Paolo), il presidente dell’Udinese Pozzo aveva espresso timori (un mago?) sul fatto che il Napoli venisse risarcito, una settimana dopo, per le sviste arbitrali lamentate contro il Genoa. Alla sua Udinese, di fatto, ieri – contro i campani – è stato annullato un goal regolare.
Lucarelli, prima di uno scontro, all’intervallo, con una telecamera di “quelli di Sky” (troppo vicini, attenti a chi non ha il controllo dei propri nervi), va a muso duro contro l’arbitro. Dal labiale, sembra gli faccia notare come la sua faccia è simile a “un qualcosa” che non sia George Clooney.
Considerazione: vogliamo trattare tutti allo stesso modo?
Criscito, giovane e educato, 2 giornate di squalifica (Genoa-Napoli).
E Lucarelli?
Lo scrivo anche contro l’interesse della mia Juventus.
Per ultimo, un saluto.
Parlano le foto.




La Juventus conquista il suo terzo successo consecutivo in campionato. Nove punti e testa della classifica dopo le due trasferte romane non è poca cosa. E la vittoria di stasera è ancora più significativa perché giunta al termine di una gara sofferta e portata a compimento senza la stella che in questo inizio di stagione ha fatto da guida ai bianconeri. Diego si è infatti dovuto fermare sul finire del primo tempo, per lui una botta e un problema muscolare. Al suo posto Giovinco che ha fatto una buonissima gara. La squadra è solida e capace di reggere l'urto anche dovendo rinunciare a qualche pedina come Cannavaro o l'attaccante più in forma di questo momento, Vincenzo Iaquinta. Ottima disposizione tattica di Ferrara e buona l'interpretazione di tutti i ragazzi. Ancora un'ottima gara di Claudio Marchisio, oramai punto inamovibile del centrocampo bianconero, Grosso sulla sinistra ha portato quella qualità di gioco e la giusta profondità d'azione che mancavano alla manovra. Troppe invece le esitazioni di Nicola Legrottaglie, in difesa non si possono fare tanti ricami, meglio spazzare se non si hanno altre alternative. In complesso una buonissima partita contro un'ottima Lazio guidata dal sempre bravo Ballardini.


1 Buffon
2 Caceres
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
6 Grosso
8 Marchisio
9 Iaquinta
11 Amauri
12 Chimenti
13 Manninger
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Molinaro
20 Giovinco
28 Diego
29 De Ceglie
30 Tiago
33 Legrottaglie

Non ci sarà il capitano Alessandro Del Piero,volutamente tenuto in tribuna per prepararlo al meglio per la sfida contro il Bordeaux in Champions League.
Forza Juve!

È stata una mattinata particolarmente movimentata quella dello Juventus Center di Vinovo:
nel centro sportivo bianconero si sono infatti contemporaneamente allenate la Nazionale di Marcello Lippi e la Juventus di Ciro Ferrara. I bianconeri hanno svolto la loro seduta sul campo 1.
Agli ordini di Massimiliano Maddaloni si sono riscaldati Amauri, De Ceglie, Giovinco, e Molinaro, assieme ad un nutrito gruppo di Primavera, mentre Diego Del Piero, e Trezeguet, sotto gli occhi dei preparatori atletici e di Ferrara, si sono scaldati a parte, eseguendo esercizi atletici con scatti e corsa.
Il capitano e l’attaccante francese hanno quindi proseguito il lavoro in palestra dove hanno raggiunto Salihamidzic, che ha svolto l’intera seduta al coperto, mentre Diego si è unito al gruppo. A parte ha lavorato il solo Jonathan Zebina.
I bianconeri sono stati impegnati prima in esercizi di possesso palla, controllo e tiro in porta, quindi in una partitella a campo ridotto, giocata sette contro sette. A fine seduta il c.t. della Nazionale Marcello Lippi, accompagnato da Chiellini, Iaquinta e Marchisio, ha raggiunto il campo di allenamento della Juventus e si è intrattenuto qualche minuto con Ciro Ferrara e i giocatori, impegnati negli esercizi defatiganti.

Vola la Juve do Brasil

Pubblicato da Nicholas | | | 1 Commenti »


Una prova gagliarda, un gruppo solido e un campione straordinario: Diego Ribas da Cunha. Sono questi gli ingredienti della vittoria della Juventus all’Olimpico di Roma. Un successo che proietta i bianconeri al primo posto in classifica e che rappresenta una degna risposta alla vittoria dell’Inter nel derby.
Ferrara conferma la coppia d’attacco composta da Amauri e Iaquinta; Felipe Melo fa il suo esordio in bianconero, mentre Spalletti propone un 4-2-3-1 con Totti unica punta e la novità Julio Sergio in porta. L’atteggiamento dei bianconeri è subito aggressivo e già al 4’ Diego prova la conclusione da fuori area, ma il tiro viene deviato in angolo dalla difesa. Poco dopo bella iniziativa di Iaquinta che se ne va sulla sinistra e crossa bene, ma Amauri non ci arriva per un soffio.
La Roma bada soprattutto a difendersi e trovare spazi diventa difficile, ma i bianconeri con il passare dei minuti prendono campo. Al 22’ Juventus vicina al gol: punizione di Diego, stacco di Tiago e miracolo di Julio Sergio che devia in angolo. E’ il prologo del vantaggio, che arriva al 25’ grazie a un capolavoro di Diego. Il brasiliano prende palla a metà campo, resiste alla carica di Riise, entra in area e d’esterno batte Julio Cesar. 0-1. Il vantaggio non appaga i bianconeri che insistono: al 29’ Diego mette in mezzo dalla bandierina, la difesa libera sui piedi di Tiago che prova la battuta al volo, respinta. La Roma si vede poco in avanti, ma al trova il pareggio. Al 35’ Pizarro batte rapidamente una punizione sulla tre quarti appoggiando a De Rossi che da fuori area lascia partire un destro imparabile. 1-1. La Juventus reagisce, ma il colpo di testa di Amauri su cross di Diego viene deviato in angolo da Julio Sergio. L’attaccante non è fortunato: al 41’ riceve palla al limite e incrocia il destro, ma colpisce in pieno il palo. La Juve meriterebbe di chiudere in vantaggio il primo tempo, ma rischia anzi di andare sotto. In pieno recupero Totti si presenta da solo al limite dell’area e calcia a botta sicura, ma Buffon ha un riflesso straordinario e respinge. È l’ultima emozione del primo tempo.
La Roma inizia il secondo tempo con Tonetto al posto di Taddei. I primi minuti non offrono emozioni, ma al 10’ è Amauri a rendersi pericoloso. Prima con una conclusione di sinistro deviata in angolo da Julio Sergio, poi, sugli sviluppi del corner, di testa mette alto sopra la traversa. Poco dopo è Iaquinta a mettersi in mostra: l’attaccante in contropiede, entra in area, ma Burdisso recupera e mette in angolo. Al 16’ finisce la partita di Marchisio, costretto a uscire per un colpo subito al piede. Al suo posto Camoranesi. La Juve mantiene l’iniziativa. Al 22 De Ceglie crossa dalla sinistra, Amauri colpisce bene di testa, ma ancora una volta Julio Sergio respinge. Il portiere giallorosso non può nulla però un minuto dopo su Diego che riceve da Iaquinta, entra in area e di destro va in rete. 1-2.

La Roma prova a reagire e si rende pericolosa prima con Menez e poi con Vucinic, così Ferrara cambia: fuori De Ceglie e dentro Legrottaglie, con Chiellini che si sposta sull’esterno di sinistra. La partita è vivace: Tiago prova due volte la conclusione, ma senza fortuna, mentre dalla parte opposta è Totti a rendersi pericoloso al 33’ con un destro dalla distanza che colpisce il palo. Una manciata di minuti più tardi Diego tenta il tris con un tiro dal limite, ma Julio Sergio respinge. Al 40’ il brasiliano esce tra gli applausi e lascia il posto a Poulsen. La Roma tenta il tutto per tutto, Cerci, entrato al posto di Perrotta, è vivace sulla destra, ma è la Juve a passare ancora: al 48’ Felipe Melo prende palla in posizione centrale, parte in percussione e giunto al limite scarica un sinistro imparabile. È il gol che chiude la partita e fa volare la Juve do Brasil.

ROMA-JUVENTUS 1-3

MARCATORI: 25’ p.t. Diego, 35’ p.t. De Rossi, 23’ s.t. Diego, 48’ s.t. Felipe Melo

ROMA (4-2-3-1)
Julio Sergio; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise (27’ s.t. Vucinic); De Rossi, Pizarro; Taddei (1’ s.t. Tonetto), Perrotta (36’ Cerci), Menez; Totti
A disposizione: Artur, Juan, Motta, Guberti.
Allenatore: Spalletti

JUVENTUS (4-3-1-2)
Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (29’ Legrottaglie); Felipe Melo, Tiago, Marchisio (16’ s.t. Camoranesi); Diego (40’ Poulsen); Amauri, Iaquinta
A disposizione: Manninger, Del Piero, Trezeguet, Molinaro
Allenatore: Ferrara

AMMONITI: 15’ Tiago, 19’ De Rossi, 34’ Taddei, 44’ Marchisio, 36’ s.t. Grygera

ARBITRO: Rocchi
ASSISTENTI: Faverani, Ayroldi
QUARTO UFFICIALE: Tagliavento


Buona la prima per la nuova Juve di Ferrara. I bianconeri superano 1-0 il Chievo nel primo turno di campionato grazie a un gol di Iaquinta. Vittoria pesante, in considerazione del pari dell’Inter e del ko della Roma, ma sofferta anche per merito del Chievo. Indicazioni positive in attacco da Amauri e Iaquinta, e ottimi spunti da parte di Diego. C’è ancora da lavorare, visto il calo nella ripresa.

BUONA PARTENZA – La Juve scende in campo con la voglia giusta e trova di fronte un Chievo altrettanto desiderosi di ben figurare. La partita, così, entra subito nel vivo con rapidi capovolgimenti. Il superiore tasso tecnico dei bianconeri si fa sentire, in particolare quando la palla passa per i piedi di Diego. Il brasiliano conferma di avere una marcia in più, anche se ancora lontano dalla miglior condizione. Girano bene anche Amauri e Iaquinta, che mettono in difficoltà la retroguardia gialloblù. Il Chievo prova a colpire non appena ne ha l’opportunità, ma la prima, vera, occasione, capita però alla Juve che la sfrutta nel migliore dei modi: punizione di Diego e colpo di testa vincente di Iaquinta per il vantaggio bianconero. La reazione degli ospiti è immediata, con Pellissier che sfiora il pareggio. La Juve, comunque, gestisce il risultato senza troppi affanni, e va vicinissima al raddoppio ancora con Iaquinta, questa volta servito da Amauri. Prima della conclusione dei primi 45 minuti c’è il tempo per un paio di lampi di Diego, ma il risultato resta invariato.

CALO NELLA RIPRESA – Nella ripresa Ferrara inserisce De Ceglie per Salihamidzic. I brividi per la Juve arrivano prima da una palla persa di Poulsen che innesca il Chievo e chiama Cannavaro alla chiusura, poi da Pellissier che si incunea nell’area avversaria e viene chiuso all’ultimo da Grygera (con proteste del Chievo che chiede il penalty). La Juve si scuote subito e torna a farsi vedere in avanti con Amauri che colpisce il palo su assist di Diego. Ma il Chievo non molla e riesce a mettere pressione ai bianconeri. La formazione di Ferrara soffre ma riesce, comunque, a gestire il vantaggio fino alla fine, portando a casa i primi tre punti del campionato.


Ciro Ferrara recupera Del Piero e Tiago in vista dell'esordio in campionato contro il Chievo Verona. Il tecnico della Juventus chiude la settimana con un sorriso. A due giorni alla prima giornata di andata, il tecnico ha la certezza di potere contare sul capitano e sul centrocampista che questa mattina hanno regolarmente partecipato all'allenamento conclusa anche con una partitella. L'unico che ha lavorato seguendo un programma personalizzato, oltre al gia' sicuro indisponibile Sebastian Giovinco, e' stato Jonathan Zebina. La seduta odierna e' stata l'ultima della settimana allo Juventus Center: per la rifinitura di domani, la squadra si ritroverà allo stadio Olimpico.

Ecco come si presenterà domani alle ore 20.45,la Juventus:
Forza campioni!

Buon viaggio Juventus

Pubblicato da Luca | | | 3 Commenti »

Un nuovo video. Per festeggiare l’avvio del campionato. E per celebrare il ritorno di una Juventus competitiva. La prima, del periodo post-Calciopoli. Questo era l’impegno che mi ero preso nel momento in cui ho staccato per qualche giorno dal pc, per un periodo di (credo) meritata vacanza. Ora lo potete vedere in fondo all’articolo. Ho cercato di dare sfogo a tutta la mia “juventinità”.
Calciopoli. Un nome per un delitto non riuscito, per alcuni. Un nome per una farsa, per molti altri. Un nome che a me evoca un’immagine: io, solo, in piedi, in mezzo al soggiorno della casa dei miei genitori, con le braccia conserte, a guardare fuori dalla finestra. In un momento di “lucida follia”, preso dalla voglia di abbandonare tutto: il calcio, la Juventus. Non ne potevo più. Un incubo. Tutti che ci massacravano, nessuno che ci difendeva. Solo i tifosi, spinti dal loro infinito amore, non hanno mai abbandonato la Vecchia Signora. Loro, noi, siamo la Juventus.
E’ bastato voltarmi, e vedere una fotografia che mi immortala quando ero ancora piccolino, per farmi cambiare idea. Avevo indosso la maglietta bianconera, alla quale avevo aggiunto, col pennarello, la scritta “Ariston”, disegnato due stelle ed uno scudetto all’altezza del petto. E, dietro, scritto il numero 10. Di un giocatore francese: Michel Platini. Cercavo spesso di imitare le sue gesta, con quei palloni talmente leggeri che il vento, a volte, aiutava nel creare strane traiettorie. Nella foto, ero sdraiato in un prato, in una posa simile a quella che Platini si inventò in quel di Tokyo, nel corso di una memorabile sfida vinta ai rigori contro l’Argentinos Juniors. Quando gli venne annullato uno dei goals più belli della sua straordinaria carriera.
Un’infinità di ricordi tinti in bianconero hanno accompagnato la mia esistenza ad oggi. Come quelli relativi alla finale di Champions League vinta a Roma. L’ho seguita in casa di mia nonna, soli, io e lei. Ai calci di rigore se n’era andata in cucina, non riusciva a reggere la tensione. Dopo l’ultimo penalty di Jugovic mi ha sentito urlare, è entrata in camera e mi ha trovato impazzito a saltare sul letto, mentre lanciavo i cuscini a destra e a manca. Non sapeva come fare a calmarmi. Io ci provavo a contenermi, ma poi vedevo Di Livio saltare come un bambino e riprendevo… Oggi lei non c’è più. Ad ogni goals della Juventus, mi immagino di vederla agitare il suo inseparabile ventaglio in segno di gioia.
Devo a mio padre (e al nonno paterno) l’amore per la pesca nei fiumi, altra passione della mia vita. A volte, quando lo vedo muovere la canna in mezzo all’acqua, penso sia stato concepito proprio lì. Sembrano una cosa sola. Mi è stato insegnato il rispetto per la natura e ho dovuto scoprire, al riguardo, quello che l’uomo è riuscito a rovinare nel corso degli anni. Del fiume, penso di essere un gradito ospite: quando mi trovo solo, tra le sue acque, e riesco a trovare un pò di tranquillità, provo sensazioni uniche. Una frase, scritta da Norman Maclean all’interno del suo libro “In mezzo scorre il fiume” (da cui è stato tratto l’omonimo film, diretto da Robert Redford), spiega esattamente quanto ho appena scritto: “Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume la attraversa. Il fiume è stato creato dalla grande alluvione del mondo e scorre sopra rocce che sono le fondamenta del tempo. Su alcune di queste rocce sono impresse gocce di pioggia senza tempo. Sotto le rocce ci sono le parole, e alcune delle parole appartengono alle rocce. Sono ossessionato dalle acque“.
Sono un tifoso, un blogger. Vivo di emozioni. Parafrasando Maclean, basterebbero quattro semplici parole per spiegare i miei sentimenti: “Sono ossessionato dalla Juventus”.
Buona visione.



Si ringrazia zebrabianconera10.wordpress.com

Ha preso forma il nuovo calendario della serie A per la stagione 2009/2010,vediamolo:

Juventus - Chievo
Roma - Juventus
Lazio - Juventus
Juventus - Livorno
Genoa - Juventus
Juventus - Bologna
Palermo - Juventus
Juventus - Fiorentina
Siena - Juventus
Juventus - Sampdoria
Juventus - Napoli
Atalanta - Juventus
Juventus - Udinese
Cagliari - Juventus
Juventus - Inter
Bari - Juventus
Juventus - Catania
Parma - Juventus
Juventus - Milan



Mercoledì 29 luglio alle ore 17 la LegaCalcio comunicherà ufficialmente i Calendari della Serie A e della Serie B per la stagione 2009/2010.L'evento che si terrà nel Salone d'Onore del Coni, al Foro Italico, sarà trasmesso in diretta su Rai Due a partire dalle ore 17.10.


Festa doveva essere e festa è stata. Soprattutto per Pavel Nedved. Il ceco gioca la sua ultima partita in maglia bianconera e si merita il tributo dei compagni, dello stadio Olimpico e di tutto il popolo bianconero.

Indimenticabile anche la sua ultima gara. Giocata contro la Lazio, l’altra squadra italiana in cui ha militato. Da protagonista, con tre gol sfiorati e un assist per Iaquinta, l’altro protagonista della giornata, autore dei due gol che hanno deciso la sfida.

Il 2-0 finale permette a Ciro Ferrara di completare l’opera e di firmare due vittorie che lasciano la Juventus al secondo posto e la riportano in Europa, questa volta dalla porta principale.

Per la sua prima casalinga, Ciro Ferrara ripresenta gran parte della squadra che ha vinto a Siena. In difesa Salihamidzic rileva l’infortunato De Ceglie, per il resto conferme per gli altri. Davanti la coppia Del Piero-Iaquinta. Tutti gli occhi sono per Pavel Nedved, alla sua ultima partita da bianconero e per l’occasione capitano.

La Champions è già conquistata, ma c’è ancora il secondo tempo a cui puntare. E per farlo bisogna battere la Lazio all’Olimpico. L’avvio è dei più incoraggianti e al primo affondo arriva il vantaggio con Iaquinta che scatta da solo e batte Carrizo in uscita.

E’ l’emozione più importante di un primo tempo che scorre nell’attesa di una prodezza di Nedved. I bianconeri comandano le iniziative e gli ospiti ci provano di tanto in tanto in contropiede. Foggia e Kozak non fanno passare un pomeriggio del tutto tranquillo a Buffon che comunque non si lascia mai sorprendere. All’intervallo è 1-0.

Ripresa. Ferrara gioca la carta tridente: fuori Zanetti e dentro Amauri. Ma i protagonisti della giornata continuano ad essere Pavel Nedved e Vincenzo Iaquinta. Il ceco lascia il segno con un assist perfetto per il compagno che, al 14’, firma la sua personale doppietta.

Con mezz’ora d’anticipo inizia la festa di Nedved. Tutto lo stadio Olimpico continua a chiamare il ceco che prova a ripagare gli applausi con un gol che Carrizo gli nega. Intanto dentro anche Giovinco per lo scatenato Iaquinta.

Nedved ci prova ancora due volte (tiro a lato e miracolo di Carrizo sulla punizione) prima di lasciare il campo al 39’. Splendido il tributo dei compagni, tutti intorno per un abbraccio, e dell’Olimpico che lo applaude a lungo. La sua uscita è l’ultima nota di una partita che sancisce il secondo posto dei bianconeri e dà il via alla festa per un campione per nessuno dimenticherà mai. Grazie Pavel.

Serie A 2008/09 – 19ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 31 maggio 2009

JUVENTUS-LAZIO 2-0 (1-0)
RETI: 3’ pt e 14’ st Iaquinta.
JUVENTUS: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Salihamidzic; Camoranesi, Zanetti (10’ st Amauri), Marchisio, Nedved (39’ st Tiago); Del Piero, Iaquinta (26’ st Giovinco). A disposizione: Manninger, Mellberg, Marchionni, Trezeguet. All. Ferrara.
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Siviglia (33’ st Tuia), Rozenhal, De Silvestri; Brocchi, Dabo (19’ st Meghni), Ledesma, Foggia; Del Nero (6’ st Mendicino), Kozac. A disposizione: Muslera, Kolarov, Diakite, Perpetuini. All. Rossi.
ARBITRO: Peruzzo di Schio.


Ferrara, buona la prima! Esordio vittorioso per il neo tecnico bianconero sul campo del Siena dove uno strepitoso Del Piero, doppietta per lui, e Marchisio, firmano un’importante e netta vittoria, un 3-0 che permette ai bianconeri di agganciare il Milan in classifica.

Nonostante il gran caldo, circa 36°, e grazie anche all’apporto dei suoi tifosi, che si fanno sentire al Franchi di Siena, la squadra di Ferrara scende in campo con la convinzione di voler portare a casa il risultato. Rientra Del Piero, che in settimana aveva avuto un piccolo infortunio in allenamento, a far coppia con Iaquinta, vivace in avanti, ma sfortunato in due occasioni nel primo quarto d’ora di gioco: la prima all’11’ quando tenta di sfruttare una punizione di Camoranesi, ma viene anticipato dal portiere avversario, con il quale, quattro minuti dopo, si troverà a tu per tu, ma sarà ancora Curci ad avere la meglio. Partita intensa, con il Siena che, quando riesce a trovare spazi, si avventura in avanti, ma senza creare grossi affanni alla retroguardia bianconera. La Juventus cresce con il passare dei minuti e al 17’ arriva il vantaggio, firmato Del Piero, che va a segno con una splendida punizione (1-0). Intorno alla mezzora è protagonista Nedved, con una serie di avanzate delle sue, ma prima Camoranesi, poi Del Piero non riescono ad approfittarne al meglio. Il raddoppio arriva al 37’ quando Del Piero serve in profondità Marchisio, che in corsa anticipa Curci e mette in rete (2-0). Prima dell’intervallo ci prova ancora Nedved, servito da Camoranesi, ma il suo tiro viene parato. Due le occasioni da gol per il Siena nel primo tempo, entrambe di Calaiò: la prima su punizione terminata alta (12’), la seconda al 25’ con un colpo di testa parato da Buffon.

La ripresa si gioca a ritmo più blando rispetto ai primi 45’, con la Juventus che amministra il doppio vantaggio e il Siena che non riesce a reagire. Le emozioni, fin dall’avvio, sono poche. La Juventus prova qualche offensiva orchestrata dalla coppia Nedved-Del Piero e insidia la porta di Curci con una punizione del capitano, questa volta parata. Sull’altro fronte, il Siena avanza un paio di volte con Maccarone, poi sostituito, e Calaiò, ma ci pensano rispettivamente Zebina e Chiellini a fermarli. Alla mezzora Del Piero in area prova a saltare Curci, ma è il portiere ad avere la meglio, come Buffon un minuto più tardi su conclusione del neo entrato Zito. Ferrara tra il 25’ e il 37’ opera i tre cambi a sua disposizione: prima sostituisce Zanetti con Poulsen, poi De Ceglie con Mellberg e Iaquinta con Trezeguet. Nel finale da segnalare un ottimo recupero in fase difensiva di Camoranesi, un bel destro di Nedved parato da Curci e il sigillo sulla partita, ancora ad opera del capitano, che recupera un lancio lungo, entra in area e a tu per tu con il portiere mette in rete il suo gol numero 262 in bianconero per il definitivo 3-0.


Il mese di maggio inizia proprio come aprile, con un pareggio casalingo a causa di un gol subito in pieno recupero. Dopo il 3-3 con il Chievo, arriva un 2-2 contro il Lecce al termine di una gara che i bianconeri hanno affrontato con la classica prova dai due volti.
Un punto che serve poco ai bianconeri. Ora il Milan è a +4 e domenica c’è lo scontro diretto al Meazza, senza Nedved e Mellberg squalificati.
L'unica nota positiva della squadra è il bel gesto di Pavel Nedved con il suo bacio alla maglia,Forza Pavel!

VINOVO Nicola Legrottaglie e Giorgio Chiellini corrono fianco a fianco: difficilmente lo faranno domenica contro il Lecce, ma è probabile che la coppia centrale titolare della Juve si ricostituisca a San Siro contro il Milan. Contro i salentini, intanto, sarà Legrottaglie a fare il suo rientro: smaltiti i postumi della gastroenterite, il 32enne pugliese ha quattro allenamenti per ritrovare la condizione e tornare a guidare la difesa bianconera. Ieri ha svolto un lavoro differenziato, limitandosi a correre di buon passo prima di lasciare il campo, fermandosi a parlare per circa un quarto d’ora con l’ad Jean Claude Blanc, che ha assistito a tutto l’allenamento. Chiellini ha corso con Legrottaglie, ma nel suo caso il recupero procederà più lentamente, visto che il suo problema era di natura muscolare: l’obiettivo è riaverlo contro il Milan.

DUBBIO TIAGO Se la difesa bianconera inizia a recuperare pezzi (Molinaro si è allenato in palestra dopo l’operazione alla mano e domenica dovrebbe essere disponibile), il centrocampo non smette di perderne. Con Marchisio, ko per lo stiramento alla coscia destra che lo costringerà a saltare almeno la partita con il Lecce, ha lavorato in palestra anche Tiago, vittima di un affaticamento. Il portoghese spera di recuperare: se non dovesse farcela, Ranieri sarebbe obbligato a rilanciare Poulsen dal 1’, con possibile convocazione per Luca Marrone, tra i migliori della Primavera bianconera e ieri aggregato alla prima squadra con Yago e D’Elia (anche Albin Ekdal sta recuperando, pur continuando a svolgere lavoro differenziato). Costretto a tirare la coperta in difesa e a centrocampo, Ranieri ha invece il problema inverso in attacco: Del Piero e Amauri ieri hanno lavorato in palestra, il primo come quasi sempre alla ripresa degli allenamenti e il secondo per un leggero attacco febbrile, ma entrambi saranno disponibili con il Lecce. Si giocheranno i due posti del reparto offensivo con Iaquinta e Trezeguet: il 29enne calabrese, intanto, ha approfittato anche della partitella di ieri per ribadire di attraversare un gran momento, firmando un gol nell’1-1 con cui si è chiusa la partitella (di Nedved l’altra rete).

Fonte: Tuttosport

Una domenica bestiale

Pubblicato da Luca | | | 2 Commenti »

Lo ammetto: oggi era dura.
D’accordo, d’accordo: la Reggina è l’ultima in classifica.
Ma non sono queste le partite più pericolose, per gli squadroni come il nostro?

Prima d’ora - la squadra amaranto - in 32 giornate aveva vinto 4 partite.
C’era il rischio, enorme, che la “quinta” toccasse a noi.

Mi sono tranquillizzato prima del fischio d’inizio: Giovinco, uno dei nostri giocatori più talentuosi, era comodamente seduto in tribuna.
In panchina avrebbe corso il rischio di giocare: volete scherzare?
Pensate un po’ se fosse entrato e avesse giocato bene?
Oltre ad essere bravissimo, è pure giovane: troppe colpe da espiare.

Il fuoriclasse estivo comprato dalla società bianconera, il danese Poulsen, è entrato solo per un infortunio muscolare di Marchisio.

Si tratta, naturalmente, di un caso solitario.
A me, sinceramente, sembrava di averne contati altri 65, da agosto 2008 ad oggi.
Ma capisco di essere una “voce fuori dal coro”, uno di quei tifosi che pensa la Juventus debba partecipare per vincere, non per diventare simpatici agli altri e ridere in continuazione.
Anche quando si è arrabbiati marci.

Parlavo di Poulsen.
Ho ammirato il campione trottare leggero e soave nel prato verde del Granillo, in attesa di prendere un po’ di sole (nel nord davano pioggia, oggi).

Mi sono è venuti in mente gli attimi successivi il suo acquisto: un dramma sportivo.
Il suo motto (diventato leggenda tra i “veri” tifosi bianconeri) era: gioca bene, gioca male, l’importante è randellare.
Io, stupido, pensavo che a questa squadra servisse un regista…
Però, se non sbaglio: non ha quasi mai giocato, non ha quasi mai giocato bene, non ha quasi mai randellato.

E dire che oggi, mi permetto di far osservare, ce ne sarebbe stato bisogno: mentre Hallfredsson stava per scoccare il tiro che avrebbe consentito alla Reggina di segnare il secondo goal, il guerriero danese osservava ammirato il cielo azzurro.
Se Buffon lo avesse avuto tra le mani, a quest’ora, in rosa, avremmo avuto un centrocampista in meno.

Stavo per arrabbiarmi di brutto.
Poi, di colpo, la gioia irrefrenabile: Cristiano Zanetti pareggia!!!

Il nostro orgoglio bianconero è salvo.
La Reggina è umiliata.

Prima di andare in conferenza stampa, sotto gli occhi di miliardi di persone, Blanc, Cobolli e Gigli (oggi mi va di dividerli…) sono scesi dalle tribune del Granillo per piantare il vessillo bianconero sul prato verde: un altro stadio conquistato.

Ora speriamo ne facciano un dvd.
Invece di prenderlo in prestito dalla rete (alias “scaricarlo”), lo comprerò sicuramente.
Non potrei non avere, tra i ricordi della gloriosa società bianconera presenti nelle mie cassette e nei dvd che gelosamente custodisco, un qualcosa che non mi faccia dimenticare questa domenica speciale.

Nella quale non abbiamo perso: né la partita, né l’orgoglio.

Ai tifosi juventini che leggeranno questo post, e che avranno la possibilità di recarsi allo stadio, chiedo una cortesia: pensate se è il caso di andarci, da qui alla fine campionato. Ed eventualmente, a come comportarvi.

L’unico modo per far capire che il popolo è veramente sovrano e non ha voglia di farsi prendere in giro, non è arrabbiarsi e scaricare insulti in continuazione.

Ma protestare in maniera intelligente.

La società ha il diritto di prendere delle decisioni.
Sino ad un certo punto, però.

La storia insegna che siamo anche stati capaci di vincere.

Pensateci.


Articolo da: http://zebrabianconera10.wordpress.com/

I convocati Anti Chievo

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I 19 convocati per il Chievo. Tornano Camoranesi e De Ceglie
Torna il campionato dopo la sosta per le Nazionali, ma soprattutto torna una Juventus quasi al completo. In vista della gara contro il Chievo – in programma domenica pomeriggio all’Olimpico – mister Ranieri ritrova alcuni degli infortunati.

Nell’elenco dei convocati rientrano Mauro German Camoranesi, assente dalla sfida d’andata con il Chelsea, e Paolo De Ceglie, fuori dal match di Coppa Italia con il Napoli.
Ormai in rampa di lancio anche Nicola Legrottaglie e Cristiano Zanetti che, come annunciato dal mister in conferenza stampa, restano ancora a riposo ma dovrebbero essere già disponibili dalla prossima partita. Stesso discorso per Manninger.

Sissoko, Amauri ed Ekdal sono gli unici ancora presenti nella lista degli infortunati.

Ecco l’elenco dei 19 bianconeri a disposizione

1 Buffon
3 Chiellini
4 Mellberg
5 Zebina
7 Salihamidzic
9 Iaquinta
10 Del Piero
11 Nedved
12 Chimenti
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Marchisio
20 Giovinco
21 Grygera
28 Molinaro
29 De Ceglie
30 Tiago
32 Marchionni

Altro che febbre. La Juventus di sabato si trova a meraviglia e dai cinque anticipi consecutivi si porta a casa un en-plein da urlo: cinque gare, cinque vittorie. Dopo quelle con Palermo, Napoli, Torino nel derby e Bologna, ne arriva una di prestigio con la Roma.
Una grande Juventus invidiata da molti.
Gli auturi dei gol: doppietta di Vincenzone Iaquinta,Mellberg e infine uno splendido tiro da fuori area al volo dell'unico e inimitabile Pavel Nedved!
Brava Juventus!

I Convocati Anti-Roma

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Dopo l’allenamento di rifinitura sostenuto a Vinovo, Claudio Ranieri ha stilato l’elenco dei 20 bianconeri convocati per la trasferta di sabato sera a Roma contro i giallorossi.

Il tecnico bianconero recupera tre degli assenti contro il Bologna – Trezeguet, Nedved e Marchisio – e anche Chiellini a pochi giorni dall’intervento al naso. In più torna tra i convocati anche Knezevic dopo la gara di sabato scorso con la Primavera.

Nulla da fare invece per Legrottaglie e Marchionni che non recuperano. Tra gli infortunati restano ancora Amauri, Sissoko e Manninger. De Ceglie, Camoranesi e Zanetti continuano a lavorare sul campo e il rientro in campo potrebbe arrivare già dopo la sosta per le Nazionali.

Ecco l’elenco dei 20 bianconeri a disposizione

1 Buffon
3 Chiellini
4 Mellberg
5 Zebina
7 Salihamidzic
9 Iaquinta
10 Del Piero
11 Nedved
12 Chimenti
15 Knezevic
17 Trezeguet
18 Poulsen
20 Giovinco
21 Grygera
28 Molinaro
30 Tiago
31 Nocchi
32 Marchionni
35 Esposito
36 Castiglia

Curiosità Derby

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La vittoria bianconera più netta
Risale al 20 aprile 1952, quando la Juventus batte il Torino 6-0 con doppiette di Boniperti e John Hansen. Gli altri goleador sono Karl Hansen e Vivolo.

Il successo più atteso
25 marzo 1979: dopo una serie negativa durata dieci derby arriva la vittoria 1-0 firmata da Cabrini

La prima rete bianconera
La segnò Ernesto Borel. Era il 30 gennaio del 1907, il derby però fu vinto dal Torino (2-1). Parlando invece di cifre tonde, la 100esima fu segnata da John Hansen nel derby vinto 5-1 e disputato il 25 marzo 1951. La 200esima rete porta la firma di Tricella che la siglò nel derby vinto 2-1 il primo maggio 1988.

Il goleador
E’ Giampiero Boniperti è il giocatore della Juventus ad aver segnato più reti nella stracittadina: 13 gol, seguono John Hansen con 9, Borel II con 8, Platini 7.

I derby di Platini
Dieci derby e sette gol. Questo il bilancio di Le Roi nella stracittadina. Il suo derby da incorniciare risale al 26 febbraio 1984 (Juventus-Torino 2-1): granata in vantaggio al 55° con Selvaggi poi ecco Michel prima segna di testa su cross di Vignola (66°), poi con una splendida punizione che vale la vittoria.

Grande rimonta il 7 marzo 1982
Pioggia battente per quasi tutta la partita, ricca di emozioni e colpi di scena. Dopo 21’ il Torino è in vantaggio di due gol, ma la Juventus non molla, si riprende, ribalta il risultato e stravince (4-2 il risultato finale) grazie alla doppietta di Scirea e ai gol di Tardelli e Brady.

07.03.1982 Juventus-Torino 4-2
Bonesso, Dossena, Tardelli, Scirea (2), Brady

L’altro precedente datato 7 marzo risale alla stagione 1953/54 e finì 0-0

Decide Marchisio

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Come i migliori “bombaroli” del basket, Claudio Marchisio sta diventando l’uomo del tiro da tre punti! Dopo quella con la Fiorentina, il centrocampista risolve anche la gara con il Napoli: destro vincente al 44’ del primo tempo e la Juventus ritrova una gioia casalinga.

Successo fondamentale in una gara non facile. Il distacco dall’Inter scende provvisoriamente a sei, proprio alla vigilia dell’atteso derby di sabato prossimo e soprattutto della gara di martedì.

Tre giorni dopo la gara di Londra e alla vigilia di quella di Roma con la Lazio per la semifinale di Coppa Italia, la Juventus torna ad affrontare il campionato. All’Olimpico è di nuovo tempo di affrontare il Napoli, neppure un mese dopo la maratona finita ai calci di rigore in Tim Cup.

Rispetto allo Stamford Bridge, mister Ranieri lascia a riposo Mellberg, Tiago, Sissoko, Nedved e Amauri, oltre all’infortunato Camoranesi. Ritornano Grygera, Marchisio, Poulsen (in campo il giorno del suoi 29 anni), Marchionni e Trezeguet. Il francese torna a far coppia con Del Piero.

Il Napoli non attraversa un gran momento e i bianconeri non vogliono far prendere fiducia alla squadra di Reja. Subito piede sull’acceleratore e tutti in avanti. I pericoli arrivano da ogni zona: destra, sinistra e centro e Navarro diventa ben presto protagonista.

Il portiere toglie dalla porta un tiro a colpo sicuro di Trezeguet e poi una punizione di Del Piero. Il forcing bianconero cresce col passare dei minuti e il vantaggio sembra sempre nell’aria. Anche Buffon deve metterci del suo per fermare Hamsik, ma per il resto è un monologo che trova la sua felice conclusione allo scadere. Nel modo più casuale: Marchisio carica un destra dal limite che si infila grazie ad una deviazione.

La squadra di Ranieri va così all’intervallo con il minimo vantaggio, non del tutto veritiero viste le tante occasioni create. Nella ripresa, Reja manda subito dentro Datolo ma è sempre la Juve a fare la partita e sfiorare il raddoppio. I cambi la fanno da padrone per la prima mezz’ora di gioco. Ranieri mette dentro Salihamidzic per Giovinco, Amauri per Del Piero e Mellberg per l’acciaccato Legrottaglie.

Il Napoli ci prova timidamente e non arriva quasi mai dalle parti di Buffon. La gara si innervosisce per una serie di decisioni di Ayroldi e per l’atteggiamento di alcuni giocatori in campo. Ma nonostante quattro minuti di recupero, la Juventus porta a casa tre punti d’oro in attesa del derby e della semifinale di Coppa Italia di martedì con la Lazio.

Serie A 2008/09 – 7ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Sabato 28 febbraio 2009

JUVENTUS-NAPOLI 1-0 (1-0)
RETI: 44’ pt Marchisio
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie (27’ st Mellberg), Chiellini, Molinaro; Marchionni, Poulsen, Marchisio, Giovinco (19’ st Salihamidzic); Del Piero (23’ st Amauri), Trezeguet. A disposizione: Manninger, Tiago, Sissoko, Iaquinta. All. Ranieri.
NAPOLI: Navarro; Santacroce, Cannavaro, Contini; Pazienza (33’ st Russotto), Blasi, Montervino (1’ Datolo), Vitale (33’ st Aronica); Lavezzi, Denis. A disposizione: Bucci, Rinaudo, Maggio, Bogliacino. All. Reja.
ARBITRO: Ayroldi di Molfetta.
AMMONITI: 33’ pt Legrottaglie, 46' st Chiellini.