Visualizzazione post con etichetta Dichiarazioni giocatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dichiarazioni giocatori. Mostra tutti i post

L’aria di casa, si sa, fa star bene. Ne sanno qualcosa gli otto bianconeri che si vestono d’azzurro. Tra allenamenti a Vinovo, ritiro al Principi di Piemonte e sfida alla Bulgaria sul campo dell’Olimpico la sensazione è proprio quella di stara a casa propria, tra le proprie cose. Lo ammette anche Giorgio Chiellini, punto fermo tanto della Juve che della Nazionale di Marcello Lippi: «È una sensazione molto piacevole». Un’Italia che sa tanto di Juve. Lippi ha scelto ben otto bianconeri, che diventeranno nove non appena arriverà il tanto atteso passaporto italiano di Amauri. Una scelta che ha fatto discutere ma che il difensore livornese difende a spada tratta: «La società punta su gli italiani - dice - molto meglio di altre che preferiscono avere così tanti stranieri». Insomma, la scelta di Lippi è quasi obbligata: «Noi siamo orgogliosi che ci siano tanti giocatori della Juventus in Nazionale e credo che lo siano anche tutti i tifosi - continua Chiellini -. Lo ripeto, la Juve ha l’obiettivo di vincere e punta forte su giocatori nazionali e il ct gli sceglie di conseguenza. Credo che si tratti di un premio per chi investe sui giovani, li fa crescere in casa e non deve necessariamente andarli a comprare dalle altre, magari all’estero».

Tanti, non troppi, eccolo il pensiero di Chiellini, che anzi spera che presto il gruppo Juve in Nazionale si allarghi, magari con il rientro di Del Piero: «Fa strano allenarsi proprio qui a Vinovo senza di lui: speriamo che torni presto. Anche con Donadoni saltò quasi tutte le gare di qualificazione poi fece una grande seconda parte di campionato e venne convocato. Uno come lui, un grande fuoriclasse, ha sempre la possibilità di guadagnarsi la Nazionale. Ma credo che presto anche De Ceglie e Giovinco potranno far parte di questo gruppo». Domani c’è la Bulgaria. L’Italia deve vincere e convincere, specie dopo la prova opaca offerta in Georgia: «Sono convinto che ci saranno miglioramenti evidenti. In Georgia ci sono state anche cose positive ma abbiamo commesso degli errori e ne abbiamo parlato. Nel primo tempo siamo stati un po’ lunghi e ci sarebbe servita maggiore personalità, mentre nel secondo tempo abbiamo tenuto il baricentro più alto e siamo stati maggiormente presenti nella metà campo avversaria, ma avremmo dovuto fare di più. Ma mercoledì saremo pronti. È la partita più importante dell’ultimo anno e mezzo. Vincere con la Bulgaria ci farebbe fare il passo decisivo verso i Mondiali».

L’avventura in bianconero di Diego Ribas da Cunha non poteva davvero iniziare meglio. Il brasiliano, ieri alla sua prima uscita contro il Seongnam, ha preso in mano il gioco dopo pochi, ha scodellato assist al bacio e ha impreziosito la sua prova con un gol fantastico. Insomma, ha ripagato in pieno le tante attese che si erano creato intorno al lui: «E’ stato un gol speciale e spero che sia il primo di molti. Credo che per me sia stata una serata perfetta, perché dopo due mesi senza giocare, sono riuscito a vincere e a segnare. Sono molto contento. Chiaro che devo ancora migliorare, ma con il lavoro ce la farò».

Quello che più ha colpito della gara di Diego è l’intesa, già quasi perfetta con Vincenzo Iaquinta: «Se consideriamo i nostri attaccanti, parliamo di quattro giocatori di alto livello; con il tempo imparerò a capire i loro movimenti e dove preferiscano che li serva. Ieri mi sono trovato molto bene con Iaquinta e Trezeguet. Certo che con giocatori come questi è tutto più facile. Il nostro modulo è simile a quello con cui giocavo in Germania. Ieri mi sono trovato bene in quella posizione; questo sistema è perfetto per me».

Riguardo a un possibile dualismo con Del Piero, Diego chiarisce subito la situazione: « Non sono qui per competere con Del Piero. Sono qui per fare il mio lavoro e ritagliarmi uno spazio. Del Piero è uno dei migliori giocatori del mondo e merita grande rispetto, da parte di tutti. Lui è un giocatore speciale. Il mio obiettivo è vincere, personalmente non mi interessa chi tira le punizioni, o chi segna».

Dopo aver visto Diego all’opera, cresce la convinzione nei mezzi di questa Juventus: «E’ una delle squadre più forti del mondo, è nell’elite del calcio, può vincere qualsiasi trofeo e io sono qui per questo. Io mi trovo molto bene, sia con i compagni che con lo staff tecnico, mi trattano con grande affetto e non potrò che migliorare».

Il primo obiettivo è già dichiarato: superare il Real in semifinale e portare a casa la Peace Cup: «Non siamo ancora in forma ideale, ma la partita contro il Real Madrid sarà speciale, come sempre. Giocheremo per vincere, perché il nostro obiettivo è il successo nel torneo».

La sfida con il Real evoca la Champions League e Diego non si tira indietro: «E’ impossibile per una squadra come la Juve prendere parte a un torneo solo per partecipare. Con quanto ha investito e con i giocatori che ha deve sempre provare a vincere. Questa è la nostra mentalità. Tutti aspettano la Juve, noi dobbiamo esserne consci. La Champions è un obiettivo, difficile è vero, ma dobbiamo lavorare per centrarlo».

Ambizioso sì, ma con i piedi ben ancorati a terra. Diego vuole aiutare la Juve a vincere, ma non insegue successi personali: «Il Pallone d’Oro non è un mio obiettivo. Queste sono cose che arrivano piano piano. Una carriera è fatta di tanti scalini e io voglio concentrarmi sui primi: giocare bene e aiutare la Juve a vincere. I Mondiali sono un mio grande obiettivo, questo sì. Finora non ne ho mai disputato uno, ma per riuscirci devo fare bene con la Juve e sono concentrato al 100% su questo. Noi dobbiamo provare a vincere e il resto verrà di conseguenza».


Nella prima puntata del festival brasiliano, in cui Diego ha fatto la parte del protagonista assoluto, anche Felipe Melo è riuscito a ricoprire il suo ruolo. Quarantacinque minuti in campo a neppure una settimana dal suo approdo in bianconero, come esordio non c’è male, soprattutto per il risultato.

Il centrocampista può essere soddisfatto del suo approdo sul pianeta Juve: «Abbiamo ottenuto la vittoria contro una squadra dura che solo due giorni fa aveva pareggiato con il Siviglia. Da quando ho raggiunto i miei nuovi compagni ho lavorato molto. Sono contento dell’accoglienza che ho ricevuto e l’inserimento sta andando ancora meglio di quanto immaginavo. Ho subito capito di essere arrivato in una grande famiglia e questo è importante. Ci attende una stagione lunga e, anche grazie a Diego, possiamo arrivare in alto. Lo Scudetto è un sogno, ma stiamo lavorando per questo».

La sintesi della partita contro il Seognam



Diego e Cannavaro. Al momento sono loro i colpi del mercato bianconero. Ma un altro acquisto importante Ciro Ferrara potrebbe trovarselo già in casa. Si tratta di Jonathan Zebina. Risolti definitivamente i problemi al tendine, dopo l’operazione del novembre scorso, il francese ha voglia di tornare protagonista.

Per questo ha anticipato di quasi una decina di giorni l’inizio della sua preparazione. Prima di arrivare a Pinzolo per l’inizio del ritiro, Jonathan ha cominciato una mini-preparazione a Perugia, seguito dallo staff del professor Cerulli che lo aveva seguito dopo l’intervento. Una decisione presa insieme allo staff medico e ai preparatori atletici bianconeri e volta a far iniziare al meglio la stagione al difensore.

«Sono contento di aver fatto questa scelta – ha confessato Zebina in esclusiva a Juventus.com -. Dopo il rientro a marzo non ho avuto più problemi e nelle ultime partite stavo benissimo, anzi mi è quasi dispiaciuto che la stagione fosse finita. Per questo, tutti insieme abbiamo deciso di anticipare i tempi. In pratica ho iniziato a fare una serie di esercitazioni che riproporranno a tutto il gruppo nel ritiro di Pinzolo».

Ai nastri di partenza, si presenta quindi uno Zebina in grande spolvero, con lo stesso entusiasmo del 2004, anno in cui è arrivato a Torino. E questa volta senza l’assillo dei problemi fisici che ne hanno spesso condizionato il rendimento. Tanta carica, espressa per ora solo a parole, in attesa di mostrarla sul campo: «Sto bene e ho tanto entusiasmo. Ci sono tutte le condizioni per fare bene, compreso un allenatore come Ciro Ferrara che mi conosce e che mi ha subito dato fiducia. Quella di quest’anno la considero una nuova partenza, ho anche deciso di cambiare numero e riprendere il 15, che mi aveva accompagnato nei miei primi anni in Italia. Io un acquisto in più per la Juventus? Sarà il campo a dirlo, ma sono fiducioso».

Mentre tanti suoi compagni sono ancora in vacanza (anche se alle prese con le tabelle personalizzate), Zebina lavora sodo, seguito da un staff di professionisti (in particolare da Stefano Fiorini). La stagione 2009/10 sarà lunga e intensa e Jonathan ha tanta voglia di riprendersi la Juve. «La squadra che sta nascendo mi piace, abbiamo tutto per fare bene. Mi auguro sarà un anno ricco di soddisfazioni, per noi e per i nostri tifosi».

A proposito di tifosi, Zebina chiude parlando proprio di loro. «Mi spiace per i fischi ricevuti, ma io non ho nulla da rimproverarmi. Personalmente preferisco ripartire dagli applausi e dagli incitamenti che ho ricevuto nelle ultime due partite dello scorso campionato. Quindi sono deciso ad andare avanti, per me e per chi mi ha dato fiducia».


«Non siamo partiti benissimo, ma siamo riusciti a venire fuori alla distanza e ci fa piacere aver vinto. È stato un test utile per trovare la condizione in vista della Confederation Cup. Siamo venuti in Sudafrica per cercare di vincere il torneo e prepararci al meglio al Mondiale». Vincenzo Iaquinta al termine della sfida contro la Nuova Zelanda, decisa da una sua doppietta è visibilmente soddisfatto, per la prestazione, ma anche per lo straordinario momento di forma che attraversa ormai da diverso tempo: «Negli ultimi quattro mesi ho sempre giocato e sono contento perché quando sto bene fisicamente e riesco a fornire queste prestazioni». Nonostante tutto Vincenzo rimane un ragazzo umile e non avanza pretese, né in bianconeri, né in azzurro: «Ho fatto bene nel finale di campionato, ma alla Juve ci sono grandissimi campioni e il posto non è mai tuo. Nelle grandi squadre è sempre così e lo stesso discorso vale per la Nazionale».


La stagione 2008/09 della Juventus sta per finire e domenica ci sarà l’ultima gara, contro la Lazio. Quella di Momo Sissoko è purtroppo terminzata con ampio anticipo. A causa di un infortunio rimediato nel derby di ritorno, proprio a pochi giorni dalla decisiva sfida di ritorno con il Chelsea, il maliano ha dovuto suo malgrado restare ai box. A lavorare sodo per recuperare e a guardare i compagni da fuori.

Ora Momo sta bene. Da qualche giorno lavora sodo in gruppo, anche se non è ancora pronto per tornare in campo. L’appuntamento è quindi rimandato all’inizio della prossima stagione, quando la Juventus lo riavrà nuovamente a disposizione, più forte e più carico: «Sono già concentrato sulla prossima stagione – ha confessato ai giornalisti a margine della presentazione della Peace Cup 2009 -, mi è dispiaciuto star fuori proprio nel momento più importante della stagione, ma purtroppo queste sono cose che succedono».

Un’assenza pesante, la sua, tanto che in molti l’hanno definita come la causa principale del calo avuto dalla squadra tra aprile e maggio. Momo però non crede a questa tesi: «La Juventus non è solo Sissoko, questo è un gruppo forte che lotta unito. Non tutto è andato come avremmo voluto, ma non è stato per la mia assenza. Ora l’importante è chiudere bene questa stagione e poi penseremo alla prossima».

Un Sissoko che ha quindi già dato a tutti l’arrivederci al prossimo campionato. Un campionato che vorrebbe ancora giocare al fianco di Pavel Nedved. Scontata la domanda anche per il maliano sul futuro del ceco: «Non so cosa deciderà, noi compagni ci stiamo provando in tutti i modi a convincerlo a continuare. Per quello che fa vedere sul campo, per me potrebbe ancora giocare due anni».



Anche l’ultimo venerdì della stagione è andato in archivio. La squadra ha lavorato a Vinovo sostenendo una seduta mattutina, continuando così la preparazione in vista della gara conclusiva di domenica, all’Olimpico contro la Lazio. Per il match contro i capitolini, Ferrara ha ancora due giocatori in dubbio: si tratta di Tiago e De Ceglie che hanno lavorato a parte.

Per entrambi, decisivo sarà l’allenamento di vigilia in programma sabato mattina. Per ora, sicuri assenti sono Sissoko, Molinaro, Grygera, Knezevic ed Ekdal.

Sabato, quindi, ultimo allenamento dell’anno. Al termine del quale, alle 12.30, Ciro Ferrara incontrerà i giornalisti presso la sala stampa dello Juventus Media Center. Diretta tv su Juventus Channel.





Una bella sorpresa ha allietato la mattinata di lavoro dei bianconeri allo Juventus Center: Lilian Thuram è tornato a trovare gli ex compagni. Tanti abbracci, pacche sulle spalle e l’immancabile intervista con Juventus Channel: «Sono felice di essere qui, è un piacere rivedere Alessio Secco, Gianluca Pessotto e tanti amici». Qualcuno dei quali continua a correre come un matto, vedi Pavel Nedved: «E’ vero – continua Lilian - gli ho detto di smettere, ma glielo dicevo già quando giocavamo insieme eppure…Alla fine ha ragione, perché è sempre bello vederlo in campo».

Tra poco sullo stesso terreno tornerà anche il compagno di reparto per eccellenza di Thuram, quel Cannavaro che con lui e Buffon ha difeso prima la porta del Parma e poi quella bianconera: «Le persone che criticano il ritorno di Fabio forse non capiscono cosa significhi essere un calciatore. Un calciatore vuole sempre giocare ad alti livelli e tre anni fa questo non era possibile. Inoltre è stato un bene per la Juve cedere Fabio perché ne ha ricavato molti soldi; sarebbe stato stupido non venderlo e stupido da parte di Cannavaro non andare al Real.
Se ora la Juve lo ha richiamato è perché sa che è una persona di fiducia e fa sempre bene il suo lavoro».

Tornare a salutare i compagni fa sempre piacere, ma il calcio non manca a Thuram, per quanto continui a seguire la Juve: «Sta facendo molto bene e devo dire che è incredibile che, dopo un anno di B sia tornata in A, rimanendo ai vertici».

Sette giorni dopo, un altro 2-2. Dopo la Reggina è il Lecce a imporre il pari ai bianconeri. Questa volta, al contrario della sfida del Granillo, è toccato alla squadra di Ranieri subire il gol nel finale.

Un pari che serve poco e che allontana il secondo posto, ma domenica c’è subito l’occasione per rifarsi sotto, andando a far visita proprio al Milan. Vincenzo Iaquinta, uno dei migliori nella gara di oggi, è già concentrato sul match del Meazza: «Ci attende una partita importantissima, dobbiamo abbassare la testa e lavorare bene per prepararla, sapendo che dobbiamo iniziare a guardarci alle spalle perché le quarte si avvicinano. Oggi abbiamo fatto un brutto primo tempo, correndo poco e giocando molli. Nella ripresa siamo scesi in campo con un’altra mentalità ed eravamo anche riusciti a ribaltare il risultato, ma purtroppo abbiamo preso il pareggio alla fine. Mi spiace per i fischi del pubblico, dobbiamo andare avanti e non pensare a questo».


«C’è delusione, ma dobbiamo guardare avanti per forza. Ora abbiamo una partita importante a Reggio, nella quale dovremo dimostrare di essere vivi». Cristian Molinaro vuole una reazione immediata. Il difensore non ha preso parte alla partita contro la Lazio, ma non per questo è meno deluso dei compagni per l’eliminazione. L’importante però, sottolinea a Juventus Channel, è rialzare subito la testa: «Vogliamo il secondo posto anche per dare un segnale forte: nonostante i traguardi siano sfumati siamo lì e il prossimo anno vorremo fare ancora meglio. Adesso è questo l’obiettivo primario, già da oggi ci siamo rimessi al lavoro. Il fatto che la partita di Reggio arrivi tra poco potrà essere un motivo in più per dimostrare la nostra reazione».

Ai tifosi che hanno contestato dopo la sconfitta contro la Lazio, Cristian chiede fiducia:
«La contestazione ci dà un dispiacere ulteriore: abbiamo sempre cercato di dare tutto, ma purtroppo non siamo stati incisivi nelle partite decisive. A di là di tutto non credo sia giusto puntare il dito contro la dirigenza o il mister, quando sino a poco tempo fa venivano elogiati. La tifoseria anche nei momenti brutti è sempre rimasta attaccata alla squadra, mentre ieri c’è stata molta delusione e dunque ci sono state reazioni polemiche. Non è comunque giusto prendersela con i singoli; dobbiamo fare tutti un mea culpa, prima di tutto noi giocatori che scendiamo in campo, e salvare l’onore con le prossime prestazioni».


Il giorno dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia la delusione è ancora forte, ma la Juve vuole guardare avanti. Claudio Marchisio, ai microfoni di Juventus Channel si fa testimone della voglia di riscatto comune: «La squadra ha tentato di arrivare in finale – ha dichiarato il centrocampista -così come contro il Chelsea abbiamo dato il tutto per tutto e c’è tanto rammarico perché anche se molti snobbano la Coppa Italia, noi lo consideravamo un trofeo importante. Ora abbiamo sei partite di campionato e dobbiamo mantenere il secondo posto. Per noi è un punto d’orgoglio». La reazione deve essere immediata, perché c’è bisogno di muovere la classifica e di porre fine alla contestazione: «E’ normale che i tifosi reagiscano così. La loro amarezza è la stessa che proviamo noi. Sanno che abbiamo dato tutto, ma è normale che pretendano di più. Noi stessi pretendiamo di più e già domenica a Reggio dovremo puntare al risultato in modo molto concreto».
Ora è importante ritrovare concentrazione e serenità, mettendo da parte tute le illazioni sul futuro che in questi giorni hanno circondato la squadra: «Sappiamo di non dover dare peso alle voci perché possono solo turbare l’equilibrio e impedirti di preparare bene le partite. Dobbiamo pensare solo a finire il campionato nel migliore dei modi. L’impegno per questa maglia ci sarà sempre, su questo i nostri tifosi possono contare».


Il commento di Buffon a fine gara: «Non è andata come ci aspettavamo e come il popolo bianconero avrebbe meritato. Negli ultimi venti giorni abbiamo sprecato una stagione condotta, fino a quel momento, in modo egregio. Non possiamo far altro che chiedere scusa ai nostri tifosi, delusi quanto noi. La finale sarebbe stato il primo passo per poi ambire a traguardi più prestigiosi. Ora concentriamoci sulle prossime sei partite, cerchiamo di vincerle tutte per riscattare, in parte, quella fiducia che il popolo bianconero ha sempre riposto in noi».


Amauri sta per tornare. Questa volta non è lo slogan della pubblicità di Costa Crociere che lo ha visto protagonista. Il brasiliano sta recuperando dall’infortunio procuratosi in allenamento pochi giorni dopo la gara di ritorno con il Chelsea e presto sarà nuovamente a disposizione di Claudio Ranieri.

Se ottimismo e voglia di fare sono elementi fondamentali per il recupero, Amauri ne ha fatto incetta. Il momento del ritorno in campo si avvicina, anche se ci sono ancora delle tappe da seguire. Dopo gli esami a cui è stato sottoposto nei giorni scorsi e che hanno confermato i netti miglioramenti, il bomber sarà nuovamente visitato all’inizio della prossima settimana e in caso di esito positivo dovrebbe ricominciare ad allenarsi con regolarità.

Nel frattempo, Amauri ha fatto il punto della situazione parlando in esclusiva per i tifosi di JuventusMember, in un’intervista rilasciata nella giornata di ieri (giovedì 2 aprile). Il brasiliano non è presente oggi a Vinovo, fermato da un leggero stato febbrile. «Se tutto andrà bene, la prossima settimana conto di tornare a lavorare con i miei compagni e presto anche in campo. Il mio obiettivo è di esserci contro l’Inter, ma l’infortunio non è stato banale e quindi ci vogliono tutte le precauzioni necessarie. La cosa più importante è quella di recuperare bene, voglio aiutare la squadra e cercare di chiudere il mio campionato nello stesso modo in cui l’ho iniziato».

La sosta per le Nazionali ha permesso ad Amauri di recuperare con più tranquillità. Per ora, alla voce “partite saltate” rientrano solo quelle Bologna e Roma e da domenica si aggiungerà anche il Chievo. La partita che più di tutte avrebbe voluto giocare. L’esperienza in gialloblu non la dimenticherà mai: «A Verona mi hanno riportato in A dopo la parentesi di Piacenza e hanno sempre creduto in me. Dopo tre stagioni molto positive sono passato al Palermo e poi sono arrivato qui. Quindi il Chievo mi ha dato una grande spinta per giungere alla Juve».

Era quello un Chievo che continuava a stupire e anno dopo anno aumentava la sua esperienza nel calcio che conta. Quello che vuole fare anche il nuovo Chievo che, tornato subito sul palcoscenico della Serie A, vuol far di tutto per restarci. Da spettatore, Amauri è pronto a sostenere i compagni, consapevole dell’importanza della gara di domenica: «Il Chievo ha faticato all’inizio, ma nelle ultime giornate ha dimostrato di essere in salute e ha fatto veramente bene. Ma noi abbiamo il nostro campionato da portare avanti e vogliamo continuare a rincorrere lo Scudetto, visto che il discorso è ancora aperto».


«Per domenica dovrei essere disponibile, visto che mi sto allenando con la squadra da due settimane, dovrei aver recuperato». Paolo De Ceglie scalpita: il difensore sta per tornare e ha una gran voglia di dire la sua in questo finale di stagione: «Era importante dare continuità agli allenamenti, per ritrovare la condizione – ha spiegato ai microfoni di Juventus Channel - Ora spero di riuscire a ritagliarmi il mio spazio, visto che mancano ancora due mesi al finale di stagione». La personalità non ha mai fatto difetto a Paolo, nonostante la giovane età. Anzi, l’etichetta di giovane, ora, a lui come a Marchisio e Giovinco, comincia a stare stretta: «Abbiamo quasi ventitre anni, ormai iniziamo a crescere…». E crescendo De Ceglie ha ormai anche le idee chiare sulla sua posizione in campo: «Mi sento un terzino e mi ispiro ai grandi del ruolo, come Maldini e Zambrotta. Naturalmente, se ci sarà in futuro di giocare più avanti mi metterò a disposizione».
Ora il pensiero fisso è però al campionato e alla rincorsa sull’Inter: «Ci sono ancora diversi punti in palio e uno scontro diretto importante. Vogliamo giocarcela sino in fondo».

Al termine dell’intervista De Ceglie ha partecipato a Filo Diretto, la trasmissione che mette in contatto i tifosi con i campioni bianconeri. Molte le domande e le curiosità giunte attraverso il sito JuventusMember.com. Sul sito della community bianconera è on line il video con le risposte di Paolo.

E’ un Olof Mellberg in versione “par condicio”. Un gol alla Lazio, un gol alla Roma: stesso stadio, stessa porta e stessa prodezza. Lo svedese continua a crescere partita dopo partita e anche in fase offensiva trova il modo di lasciare il segno.

Questa volta, la rete è anche servita per un successo bello e fondamentale. Un motivo in più per farlo sorridere: «Sono riuscito a segnare nella stessa porta, evidentemente l’Olimpico mi porta bene, sono contento perché è un bello stadio. Con la Roma è sempre difficile giocare, soprattutto qui, per questo la nostra vittoria è importante. Sono soddisfatto di come sta andando la mia stagione, il mister mi ha subito dato spazio e fiducia e con i compagni mi trovo perfettamente a mio agio».

L’attesa sta finalmente per finire. Dopo il lungo letargo invernale, la Champions League è pronta a tornare per entusiasmare milioni tifosi in tutta Europa. L’attesa della Juventus si prolungherà ancora di un giorno. Se le prime gare si giocheranno già nella serata di oggi (Inter e Roma in campo), i bianconeri dovranno attendere la serata di mercoledì per calcare il terreno dello Stamford Bridge di Londra e affrontare il Chelsea.

Riprende quindi l’avventura europea della squadra di Ranieri. I bianconeri ripartono con la stessa voglia di fare bene mostrata nel girone eliminatorio, servita per la doppia impresa con il Real Madrid. Ma anche con due armi in più: David Trezeguet e Gigi Buffon, entrambi nuovamente a disposizione dopo essere stati costretti a fare da spettatori per cinque delle sei gare e aver dato il proprio contributo solo nel successo (peraltro fondamentale) contro lo Zenit.

Prima di lasciare Torino e decollare dall’aeroporto di Caselle alla volta di Londra, il portierone ha parlato con la stampa. Il primo pensiero è per i compagni: «Se ho la possibilità di giocare domani, devo ringraziare loro che hanno passato il girone. Ho quindi la possibilità di affrontare il Chelsea per una partita che tutti noi della vecchia guardia aspettavamo da tempo. Sappiamo dell’importanza di questa sfida e della forza dell’avversaria. Andiamo in Inghilterra con la giusta umiltà, il che non vuol dire che faremo la parte dei comprimari».

A Stamford Bridge, si troveranno di fronte anche due tra i più forti portieri del mondo. Buffon da una parte, Cech dall’altra, una vera e propria sfida nella sfida a cui il bianconero arriva in netta crescita, galvanizzato dalla prestazione di Palermo: «Non avevo dubbi che sarei tornato ai miei livelli. Dopo una lunga sosta per infortunio, ci vuole sempre un po’ di tempo, soprattutto per ritrovare la giusta soglia di concentrazione e attenzione».

E' Sebastian Giovinco a dare il benvenuto ufficiale a TuttoJuve.com. La nostra Formica Atomica ha parlato in assoluta esclusiva ai nostri microfoni, commentando la partita di ieri contro il Catania ma con un occhio sempre vigile ed attento su chi sta sopra (l'Inter) e chi è stato appena superato (il Milan).
“
Partita difficile, ma lo sapevamo. Il campo è riuscito a dimostrarlo anche per come è venuta la vittoria. Eravamo a conoscenza che il Catania, soprattutto in casa, è una squadra difficile da affrontare. Sono un passo importante questi tre punti , anche se sappiamo che c’è tanto su cui migliorare e lavorare. Crediamo ancora di più sulla rimonta, rispetto alla scorsa settimana. Penso che siano una cosa normale le polemiche che abbiamo, la Juve è sotto gli occhi di tutti e quindi è normale che ci sia tutta questa attenzione. Il campionato è ancora lungo, tutte le partite sono decisive. Sicuramente l’Inter domenica ha una partita difficilissima con il Milan, però pensiamo a noi e non agli altri. Sto vivendo un momento normale, sono alla Juve e quindi di meglio non potevo scegliere, però per un giovane è importante giocare. Sono felice di restare, arriveranno brevemente delle occasioni, questo è sicuro. Un augurio a tutti quanti di TuttoJuve, che sia un sito visitato e speriamo che sia un anno di vittorie per la Juve”.

La botta presa con il Napoli in coppa italia ha lasciato strascichi su Sissoko,il mailiano ha forti dolore ad un piede e si è temuta una microfrattura scongiurata poi da una risonanza magnetica eseguita ieri sotto gli occhi dello staff medico bianconero.Il dolore pero' rimane e il giocatore che non andrà in nazionale potrebbe non rischiare nell'affrettre i tempi restando a riposo contro la Sampdoria anche se da qui a domenica c'e' tempo per valutare bene la situazione

Per il resto i rientri di Zebina e Knezevic finiti sotto i ferri sono previsti per Marzo mentre chi rischia di doversi operare e Salihamidizc fermo per una tendinite da prima della sosta invernale.


«Mi spiace non aver potuto rispondere alla convocazione in Under 21 e aver saltato le due partite contro Napoli e Catania. La voglia di giocare e aiutare la squadra è sempre tanta, così come quella di andare in Nazionale, dove c’è un gruppo fantastico, con il quale ci stiamo preparando per l’Europeo». Claudio Marchisio non può che rammaricarsi per lo stop forzato dall’affaticamento muscolare che lo ha costretto ai box nell’ultimo periodo. Il centrocampista però sta recuperando e alla ripresa degli allenamenti ed è tornato in campo, lavorando in differenziato: «Ora sto meglio, grazie al lavoro dello staff medico, dei fisioterapisti e dei preparatori. Ricomincia la settimana e sono pronto a tornare con la squadra. Vedremo come risponderà la gamba».

Claudio ha seguito con attenzione le prove dei suoi compagni e l’impressione che ne ha ricavato dall’esterno è quella di una Juventus in netta ripresa: «Ho visto tanta voglia di tornare a vincere. Contro il Napoli, in Coppa Italia, si sono spese tante energie nei centoventi minuti, ma la vittoria ai rigori ha dato fiducia alla squadra. Quella contro il Catania è stata una grande partita: dopo l’espulsione di Vincenzo, giocare in dieci per ottanta minuti poteva portare a un calo di energie. Inoltre si sa che il Catania in casa dà sempre il massimo anche grazie all’apporto del pubblico, ma abbiamo tirato fuori una prova di carattere e alla fine siamo stati premiati».

Le condizioni di Claudio andranno ancora verificate in settimana, ma la speranza è quella di ritrovarlo domenica per la sfida contro la Sampdoria: «Una squadra da tenere in grande considerazione – sottolinea il centrocampista – visto che ha superato il suo momento buoi. Può contare sul talento di Antonio Cassano ed è in piena lotta per l’Uefa. Noi però siamo pronti a tornare a vincere anche in casa».

Non passano neanche dieci minuti dal suo ingresso in campo che Poulsen è decisivo. Una zampata vincente che regala i tre punti alla Juventus.

Il centrocampista non nasconde la sua felicità: «Sono felice, per me, ma soprattutto per la squadra, è una vittoria molto importante». Arrivata al termine di una gara molto impegnativa: «E' stata durissima e difficile - conferma Poulsen-. Ora ci godiamo questa vittoria che grazie ai risultati di sabato ci permette di tornare al secondo posto e rimanere in scia alla capolista»