Grazie immenso Gigi

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Quando il portiere è il migliore in campo, sia in caso di sconfitta che in caso di vittoria, vuol dire…che hai un grande portiere. Ma non solo.
Vuole anche dire che sono stati mascherati alcuni problemi, ai quali potrai pensare con più calma ora che hai accumulato altri 3 punti da aggiungere in classifica.
4 partite giocate, altrettante vittorie: punteggio pieno. Nella nostra ultracentenaria storia, è capitato 9 volte: in 8 di queste, abbiamo vinto lo scudetto. L’ultimo, è quello che del quale si fregiano gli interisti (il loro di “cartone”, per intenderci).
I meriti di un Buffon in formato mondiale si aggiungono a quelli di tre “certezze” della rosa bianconera : Marchisio, Camoranesi e Iaquinta.
Quattro giocatori idealmente presenti nell’undici titolare (diciamo nei “tredici”): non un caso. Affrontavamo il Livorno con l’ormai famosa “lista degli infortunati”. Qualche sbavatura, in una squadra ancora nuova e con queste difficoltà, era preventivabile.
Oltretutto, con i limiti di classifica e di qualità conosciuti, il Livorno è venuto comunque a Torino a giocarsela a viso aperto: complimenti. A loro, e a Candreva: bel giocatore.
Detto di Buffon, in difesa non ha demeritato nessuno.
I problemi sono venuti fuori a centrocampo ed in attacco, dove Poulsen, Giovinco e Trezeguet non sono sempre stati all’altezza. Si analizza spesso i singoli, non sempre – però – i demeriti sono soltanto loro.
Poulsen, richiamato più volte da Ferrara perché fuori posizione, ha corso molto (e meglio) rispetto al passato. In posizioni sbagliate, lasciando buchi davanti alla difesa.
Giovinco sta avvertendo il peso della responsabilità: si sente sotto esame. Stìa tranquillo: lo sarà tutta la vita. Del Piero potrà essergli di aiuto. L’impressione, è che non si sia comunque integrato nel ruolo, che peraltro ha sempre reclamato. Se il centrocampo dietro di lui non funziona, i suoi demeriti sono ancora più evidenti. Dopo la partita opaca contro il Bordeaux, questa col Livorno. Ora, “vìa alle danze”: troppo piccolo per sfondare, decisivo solo negli ultimi minuti, non adatto a fare il trequartista. E vìa dicendo. Personalmente, credo in lui. Se sapessi dire in quale posizione, scriverei una mail a Ferrara. Ma la classe c’è. E non la vedo solo io. Ci vuole pazienza.
Trezeguet mi è parso più “mobile” che nel recente passato. Bellissima una girata al volo nel secondo tempo; le altre conclusioni sbagliate, non sono da lui. Ma siamo in “risalita”. Più facile scrivere questo dopo una vittoria. In caso di pareggio o sconfitta, me lo sarei “sbranato”.
Capitolo arbitri.
Saltati i preparativi per la festa di San Gennaro (200 chili di esplosivo sequestrati venerdì nel garage del San Paolo), il presidente dell’Udinese Pozzo aveva espresso timori (un mago?) sul fatto che il Napoli venisse risarcito, una settimana dopo, per le sviste arbitrali lamentate contro il Genoa. Alla sua Udinese, di fatto, ieri – contro i campani – è stato annullato un goal regolare.
Lucarelli, prima di uno scontro, all’intervallo, con una telecamera di “quelli di Sky” (troppo vicini, attenti a chi non ha il controllo dei propri nervi), va a muso duro contro l’arbitro. Dal labiale, sembra gli faccia notare come la sua faccia è simile a “un qualcosa” che non sia George Clooney.
Considerazione: vogliamo trattare tutti allo stesso modo?
Criscito, giovane e educato, 2 giornate di squalifica (Genoa-Napoli).
E Lucarelli?
Lo scrivo anche contro l’interesse della mia Juventus.
Per ultimo, un saluto.
Parlano le foto.




La Juventus conquista il suo terzo successo consecutivo in campionato. Nove punti e testa della classifica dopo le due trasferte romane non è poca cosa. E la vittoria di stasera è ancora più significativa perché giunta al termine di una gara sofferta e portata a compimento senza la stella che in questo inizio di stagione ha fatto da guida ai bianconeri. Diego si è infatti dovuto fermare sul finire del primo tempo, per lui una botta e un problema muscolare. Al suo posto Giovinco che ha fatto una buonissima gara. La squadra è solida e capace di reggere l'urto anche dovendo rinunciare a qualche pedina come Cannavaro o l'attaccante più in forma di questo momento, Vincenzo Iaquinta. Ottima disposizione tattica di Ferrara e buona l'interpretazione di tutti i ragazzi. Ancora un'ottima gara di Claudio Marchisio, oramai punto inamovibile del centrocampo bianconero, Grosso sulla sinistra ha portato quella qualità di gioco e la giusta profondità d'azione che mancavano alla manovra. Troppe invece le esitazioni di Nicola Legrottaglie, in difesa non si possono fare tanti ricami, meglio spazzare se non si hanno altre alternative. In complesso una buonissima partita contro un'ottima Lazio guidata dal sempre bravo Ballardini.

Al termine della scorsa partita contro la Georgia, scrissi che “Con De Rossi e Marchisio, il centrocampo acquista maggiore qualità (oltre alla quantità)”. Non ci voleva Nostradamus per affermarlo, bastava solo un pizzico di buonsenso. Ad una nazionale che, storicamente, a settembre fa fatica ad essere in forma (la stagione è appena iniziata), se togli anche la qualità, è normale che tutto diventi più difficile. Ad essere schietti: se togli Palombo e Marchionni per inserire De Rossi e Marchisio (e spostare Camoranesi nella sua naturale posizione), tutto diventa più lineare. Poi, ogni gara è una storia a sé. Questa è una delle regole non scritte di ogni competizione. Lippi, con l’avanzamento di Pirlo, ha fatto il resto.
A Torino, con una nazionale simil-Juve, un’atmosfera più festosa del passato-recente e le motivazioni che non mancavano di certo (troppo ghiotta, l’occasione, per chiudere, o quasi, “i giochi”), l’Italia ha giocato una delle partite (soprattutto la prima frazione) più belle della seconda gestione di Lippi. Grosso si è presentato come meglio non poteva ai suoi nuovi sostenitori; Buffon è tornato a fare i miracoli (in campionato, parate simili, si trasformeranno in punti pesantissimi guadagnati); Cannavaro sta raggiungendo, poco alla volta, livelli di eccellenza simili a quelli di qualche tempo fa. E’ ancora presto per parlare. Però…
Il titolo del post è dedicato ad un giocatore in particolare: Claudio Marchisio. Se avrà raggiunto, al termine della sua carriera, i livelli di un altro mito calcistico della Torino bianconera a cui spesso viene accostato (Marco Tardelli), lo vedremo tra qualche anno. Ora, è una realtà nitidissima. E’ passato dall’essere una promessa a diventare un punto di forza, sia nella Juventus che in azzurro. Alla sua età, in quel ruolo, è già tantissimo. Soprattutto in un paese come l’Italia dove sembra che in questo momento i talenti di altissimo livello non ce ne siano in abbondanza, tanto che Lippi preferisce affidarsi, in larga parte, a campioni affermati.
Sempre commentando la partita contro la Georgia, ed i risultati degli incontri delle altre nazionali, scrissi che “Il Brasile che ha vinto contro l’Argentina, è di una spanna (forse qualcosa in più) superiore all’Italia”. Per le considerazioni appena fatte, tolgo il “qualcosa in più”. Il resto, per ora, lo lascio. E’ fresco l’entusiasmo per la vittoria di ieri, ma se in difesa e a centrocampo siamo vicini al raggiungimento di una “quadratura”, in attacco qualcosa andrà ancora registrato. Il probabile arrivo di Amauri darebbe una spinta notevole in questo senso (l’intesa con Iaquinta, già collaudata, continua a migliorare di giorno in giorno). Nell’attesa di una maturazione completa di Giuseppe Rossi, ci sarebbero, comunque, i vari Del Piero, Gilardino, Pazzini e, tra gli altri che potrei elencare, Cassano. Vedremo…
Maradona C.T. non la smette più di accumulare sconfitte (ora la qualificazione ai prossimi mondiali inizia ad essere veramente a rischio), così come il già citato Brasile non si ferma più (4-2 contro il Cile). Per non parlare dell’Inghilterra di un certo Fabio Capello… Ancora in difficoltà nell’ottenere “il pass” per il Sud Africa il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la Svezia di Ibrahimovic (nello stesso girone) e la Francia di simpatia-Domenech. Olanda e Spagna (oltre agli inglesi) già qualificate.
Ora ci si tuffa nel campionato. Si parte dalle notizie più importanti, a quelle di “routine”. Tra le seconde, ecco la rinuncia (drammatica) di Mediaset alla modella sudamericana Maria Josè Lopez come conduttrice di “Controcampo”. Causa un’uscita “di seno” di troppo, come tristemente confermato da Alberto Brandi, la bella Maria non farà più parte della trasmissione a partire dalla prossima puntata. Lei, attraverso il suo “entourage”, fa sapere di essere fuori dall’Italia per “motivi familiari”. Così come fanno i calciatori. Pure lei ha “un entourage”… A questo punto, mi darò da fare anch’io…
Zarate sembra possa recuperare per la sfida di sabato sera, Rocchi (forse) no. Per il momento la mia attenzione è rivolta a quell’incontro. Nel caso di un ulteriore vittoria… Beh… Ripeto (volontariamente, scaramanticamente) la stessa frase di tre settimane fa: sarebbe un bel risultato… Voliamo bassi, ma cerchiamo di continuare a vincere. Il fatto che in molti ci tirano “in ballo”, vuol dire che iniziano a temerci. L’unica cosa che mi accomuna all’allenatore (commentatore) dell’Inter, è che anche a me fa piacere “il rumore” dei nemici. Anzi, mi spingo più in là: quando mi temono, godo.
Per il resto, tutti hanno qualcosa da dire “a tutti”: Ibrahimovic all’Inter, Materazzi a Ibrahimovic, Moratti a Lippi e alla Juventus (stile-Inter, d’altronde…). In un modo o nell’altro, i nerazzurri sono sempre in mezzo. Strano, l’anno scorso non succedeva… 
Tornando alle cose serie… Gianluigi Buffon. Video ricevuto da un amico.
Articolo gentilmente concesso da zebrabianconera10.wordpress.com


1 Buffon
2 Caceres
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Cannavaro
6 Grosso
8 Marchisio
9 Iaquinta
11 Amauri
12 Chimenti
13 Manninger
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Molinaro
20 Giovinco
28 Diego
29 De Ceglie
30 Tiago
33 Legrottaglie

Non ci sarà il capitano Alessandro Del Piero,volutamente tenuto in tribuna per prepararlo al meglio per la sfida contro il Bordeaux in Champions League.
Forza Juve!

È stata una mattinata particolarmente movimentata quella dello Juventus Center di Vinovo:
nel centro sportivo bianconero si sono infatti contemporaneamente allenate la Nazionale di Marcello Lippi e la Juventus di Ciro Ferrara. I bianconeri hanno svolto la loro seduta sul campo 1.
Agli ordini di Massimiliano Maddaloni si sono riscaldati Amauri, De Ceglie, Giovinco, e Molinaro, assieme ad un nutrito gruppo di Primavera, mentre Diego Del Piero, e Trezeguet, sotto gli occhi dei preparatori atletici e di Ferrara, si sono scaldati a parte, eseguendo esercizi atletici con scatti e corsa.
Il capitano e l’attaccante francese hanno quindi proseguito il lavoro in palestra dove hanno raggiunto Salihamidzic, che ha svolto l’intera seduta al coperto, mentre Diego si è unito al gruppo. A parte ha lavorato il solo Jonathan Zebina.
I bianconeri sono stati impegnati prima in esercizi di possesso palla, controllo e tiro in porta, quindi in una partitella a campo ridotto, giocata sette contro sette. A fine seduta il c.t. della Nazionale Marcello Lippi, accompagnato da Chiellini, Iaquinta e Marchisio, ha raggiunto il campo di allenamento della Juventus e si è intrattenuto qualche minuto con Ciro Ferrara e i giocatori, impegnati negli esercizi defatiganti.

Più di mille abbonamenti al giorno: un dato che testimonia ancora una volta con quanto entusiasmo i tifosi seguano la Juventus in questa stagione. Gli abbonamenti in questione sono quelli relativi alle tre gare casalinghe della fase a gironi della Champions League, contro Bordeaux, Maccabi Haifa e Bayern Monaco. La vendita, iniziata il 1 settembre con la fase di prelazione riservata agli abbonati, è partita subito a gonfie vele e proseguirà ancora per sei giorni. Oggi toccherà agli Juventus Member avere una corsia preferenziale per assicurarsi gli abbonamenti nei posti rimasti invenduti, a partire dalle 16.00 e solo attraverso Call Center.
Ai Member sarà possibile anche acquistare, con un giorno di anticipo rispetto alla vendita libera, il singolo biglietto per la gara Juventus – Bordeaux, anche in questo caso, solo tramite Call Center.
Da domani, mercoledì 9 settembre, inizierà la vendita libera dei tutti i posti rimasti invenduti sia degli abbonamenti alle tre gare, sia del biglietto singolo per Juventus-Bordeaux. Dal 9 all’11 settembre la vendita avverrà tramite Call Center, Web e Lottomatica, mentre nei giorni 12, 13 e 14 proseguirà solo presso ricevitorie Lottomatica, che continueranno comunque a vendere i singoli biglietti per il Bordeaux fino al 15, giorno della gara, quando potranno essere acquistati anche alle casse dello stadio a partire dalle 18.45.

Tutto questo può significare una sola cosa: noi tifosi ci crediamo! Forza Juve non deluderci!

L’aria di casa, si sa, fa star bene. Ne sanno qualcosa gli otto bianconeri che si vestono d’azzurro. Tra allenamenti a Vinovo, ritiro al Principi di Piemonte e sfida alla Bulgaria sul campo dell’Olimpico la sensazione è proprio quella di stara a casa propria, tra le proprie cose. Lo ammette anche Giorgio Chiellini, punto fermo tanto della Juve che della Nazionale di Marcello Lippi: «È una sensazione molto piacevole». Un’Italia che sa tanto di Juve. Lippi ha scelto ben otto bianconeri, che diventeranno nove non appena arriverà il tanto atteso passaporto italiano di Amauri. Una scelta che ha fatto discutere ma che il difensore livornese difende a spada tratta: «La società punta su gli italiani - dice - molto meglio di altre che preferiscono avere così tanti stranieri». Insomma, la scelta di Lippi è quasi obbligata: «Noi siamo orgogliosi che ci siano tanti giocatori della Juventus in Nazionale e credo che lo siano anche tutti i tifosi - continua Chiellini -. Lo ripeto, la Juve ha l’obiettivo di vincere e punta forte su giocatori nazionali e il ct gli sceglie di conseguenza. Credo che si tratti di un premio per chi investe sui giovani, li fa crescere in casa e non deve necessariamente andarli a comprare dalle altre, magari all’estero».

Tanti, non troppi, eccolo il pensiero di Chiellini, che anzi spera che presto il gruppo Juve in Nazionale si allarghi, magari con il rientro di Del Piero: «Fa strano allenarsi proprio qui a Vinovo senza di lui: speriamo che torni presto. Anche con Donadoni saltò quasi tutte le gare di qualificazione poi fece una grande seconda parte di campionato e venne convocato. Uno come lui, un grande fuoriclasse, ha sempre la possibilità di guadagnarsi la Nazionale. Ma credo che presto anche De Ceglie e Giovinco potranno far parte di questo gruppo». Domani c’è la Bulgaria. L’Italia deve vincere e convincere, specie dopo la prova opaca offerta in Georgia: «Sono convinto che ci saranno miglioramenti evidenti. In Georgia ci sono state anche cose positive ma abbiamo commesso degli errori e ne abbiamo parlato. Nel primo tempo siamo stati un po’ lunghi e ci sarebbe servita maggiore personalità, mentre nel secondo tempo abbiamo tenuto il baricentro più alto e siamo stati maggiormente presenti nella metà campo avversaria, ma avremmo dovuto fare di più. Ma mercoledì saremo pronti. È la partita più importante dell’ultimo anno e mezzo. Vincere con la Bulgaria ci farebbe fare il passo decisivo verso i Mondiali».

Vola la Juve do Brasil

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Una prova gagliarda, un gruppo solido e un campione straordinario: Diego Ribas da Cunha. Sono questi gli ingredienti della vittoria della Juventus all’Olimpico di Roma. Un successo che proietta i bianconeri al primo posto in classifica e che rappresenta una degna risposta alla vittoria dell’Inter nel derby.
Ferrara conferma la coppia d’attacco composta da Amauri e Iaquinta; Felipe Melo fa il suo esordio in bianconero, mentre Spalletti propone un 4-2-3-1 con Totti unica punta e la novità Julio Sergio in porta. L’atteggiamento dei bianconeri è subito aggressivo e già al 4’ Diego prova la conclusione da fuori area, ma il tiro viene deviato in angolo dalla difesa. Poco dopo bella iniziativa di Iaquinta che se ne va sulla sinistra e crossa bene, ma Amauri non ci arriva per un soffio.
La Roma bada soprattutto a difendersi e trovare spazi diventa difficile, ma i bianconeri con il passare dei minuti prendono campo. Al 22’ Juventus vicina al gol: punizione di Diego, stacco di Tiago e miracolo di Julio Sergio che devia in angolo. E’ il prologo del vantaggio, che arriva al 25’ grazie a un capolavoro di Diego. Il brasiliano prende palla a metà campo, resiste alla carica di Riise, entra in area e d’esterno batte Julio Cesar. 0-1. Il vantaggio non appaga i bianconeri che insistono: al 29’ Diego mette in mezzo dalla bandierina, la difesa libera sui piedi di Tiago che prova la battuta al volo, respinta. La Roma si vede poco in avanti, ma al trova il pareggio. Al 35’ Pizarro batte rapidamente una punizione sulla tre quarti appoggiando a De Rossi che da fuori area lascia partire un destro imparabile. 1-1. La Juventus reagisce, ma il colpo di testa di Amauri su cross di Diego viene deviato in angolo da Julio Sergio. L’attaccante non è fortunato: al 41’ riceve palla al limite e incrocia il destro, ma colpisce in pieno il palo. La Juve meriterebbe di chiudere in vantaggio il primo tempo, ma rischia anzi di andare sotto. In pieno recupero Totti si presenta da solo al limite dell’area e calcia a botta sicura, ma Buffon ha un riflesso straordinario e respinge. È l’ultima emozione del primo tempo.
La Roma inizia il secondo tempo con Tonetto al posto di Taddei. I primi minuti non offrono emozioni, ma al 10’ è Amauri a rendersi pericoloso. Prima con una conclusione di sinistro deviata in angolo da Julio Sergio, poi, sugli sviluppi del corner, di testa mette alto sopra la traversa. Poco dopo è Iaquinta a mettersi in mostra: l’attaccante in contropiede, entra in area, ma Burdisso recupera e mette in angolo. Al 16’ finisce la partita di Marchisio, costretto a uscire per un colpo subito al piede. Al suo posto Camoranesi. La Juve mantiene l’iniziativa. Al 22 De Ceglie crossa dalla sinistra, Amauri colpisce bene di testa, ma ancora una volta Julio Sergio respinge. Il portiere giallorosso non può nulla però un minuto dopo su Diego che riceve da Iaquinta, entra in area e di destro va in rete. 1-2.

La Roma prova a reagire e si rende pericolosa prima con Menez e poi con Vucinic, così Ferrara cambia: fuori De Ceglie e dentro Legrottaglie, con Chiellini che si sposta sull’esterno di sinistra. La partita è vivace: Tiago prova due volte la conclusione, ma senza fortuna, mentre dalla parte opposta è Totti a rendersi pericoloso al 33’ con un destro dalla distanza che colpisce il palo. Una manciata di minuti più tardi Diego tenta il tris con un tiro dal limite, ma Julio Sergio respinge. Al 40’ il brasiliano esce tra gli applausi e lascia il posto a Poulsen. La Roma tenta il tutto per tutto, Cerci, entrato al posto di Perrotta, è vivace sulla destra, ma è la Juve a passare ancora: al 48’ Felipe Melo prende palla in posizione centrale, parte in percussione e giunto al limite scarica un sinistro imparabile. È il gol che chiude la partita e fa volare la Juve do Brasil.

ROMA-JUVENTUS 1-3

MARCATORI: 25’ p.t. Diego, 35’ p.t. De Rossi, 23’ s.t. Diego, 48’ s.t. Felipe Melo

ROMA (4-2-3-1)
Julio Sergio; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise (27’ s.t. Vucinic); De Rossi, Pizarro; Taddei (1’ s.t. Tonetto), Perrotta (36’ Cerci), Menez; Totti
A disposizione: Artur, Juan, Motta, Guberti.
Allenatore: Spalletti

JUVENTUS (4-3-1-2)
Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (29’ Legrottaglie); Felipe Melo, Tiago, Marchisio (16’ s.t. Camoranesi); Diego (40’ Poulsen); Amauri, Iaquinta
A disposizione: Manninger, Del Piero, Trezeguet, Molinaro
Allenatore: Ferrara

AMMONITI: 15’ Tiago, 19’ De Rossi, 34’ Taddei, 44’ Marchisio, 36’ s.t. Grygera

ARBITRO: Rocchi
ASSISTENTI: Faverani, Ayroldi
QUARTO UFFICIALE: Tagliavento


Buona la prima per la nuova Juve di Ferrara. I bianconeri superano 1-0 il Chievo nel primo turno di campionato grazie a un gol di Iaquinta. Vittoria pesante, in considerazione del pari dell’Inter e del ko della Roma, ma sofferta anche per merito del Chievo. Indicazioni positive in attacco da Amauri e Iaquinta, e ottimi spunti da parte di Diego. C’è ancora da lavorare, visto il calo nella ripresa.

BUONA PARTENZA – La Juve scende in campo con la voglia giusta e trova di fronte un Chievo altrettanto desiderosi di ben figurare. La partita, così, entra subito nel vivo con rapidi capovolgimenti. Il superiore tasso tecnico dei bianconeri si fa sentire, in particolare quando la palla passa per i piedi di Diego. Il brasiliano conferma di avere una marcia in più, anche se ancora lontano dalla miglior condizione. Girano bene anche Amauri e Iaquinta, che mettono in difficoltà la retroguardia gialloblù. Il Chievo prova a colpire non appena ne ha l’opportunità, ma la prima, vera, occasione, capita però alla Juve che la sfrutta nel migliore dei modi: punizione di Diego e colpo di testa vincente di Iaquinta per il vantaggio bianconero. La reazione degli ospiti è immediata, con Pellissier che sfiora il pareggio. La Juve, comunque, gestisce il risultato senza troppi affanni, e va vicinissima al raddoppio ancora con Iaquinta, questa volta servito da Amauri. Prima della conclusione dei primi 45 minuti c’è il tempo per un paio di lampi di Diego, ma il risultato resta invariato.

CALO NELLA RIPRESA – Nella ripresa Ferrara inserisce De Ceglie per Salihamidzic. I brividi per la Juve arrivano prima da una palla persa di Poulsen che innesca il Chievo e chiama Cannavaro alla chiusura, poi da Pellissier che si incunea nell’area avversaria e viene chiuso all’ultimo da Grygera (con proteste del Chievo che chiede il penalty). La Juve si scuote subito e torna a farsi vedere in avanti con Amauri che colpisce il palo su assist di Diego. Ma il Chievo non molla e riesce a mettere pressione ai bianconeri. La formazione di Ferrara soffre ma riesce, comunque, a gestire il vantaggio fino alla fine, portando a casa i primi tre punti del campionato.


Ciro Ferrara recupera Del Piero e Tiago in vista dell'esordio in campionato contro il Chievo Verona. Il tecnico della Juventus chiude la settimana con un sorriso. A due giorni alla prima giornata di andata, il tecnico ha la certezza di potere contare sul capitano e sul centrocampista che questa mattina hanno regolarmente partecipato all'allenamento conclusa anche con una partitella. L'unico che ha lavorato seguendo un programma personalizzato, oltre al gia' sicuro indisponibile Sebastian Giovinco, e' stato Jonathan Zebina. La seduta odierna e' stata l'ultima della settimana allo Juventus Center: per la rifinitura di domani, la squadra si ritroverà allo stadio Olimpico.

Ecco come si presenterà domani alle ore 20.45,la Juventus:
Forza campioni!

Buon viaggio Juventus

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Un nuovo video. Per festeggiare l’avvio del campionato. E per celebrare il ritorno di una Juventus competitiva. La prima, del periodo post-Calciopoli. Questo era l’impegno che mi ero preso nel momento in cui ho staccato per qualche giorno dal pc, per un periodo di (credo) meritata vacanza. Ora lo potete vedere in fondo all’articolo. Ho cercato di dare sfogo a tutta la mia “juventinità”.
Calciopoli. Un nome per un delitto non riuscito, per alcuni. Un nome per una farsa, per molti altri. Un nome che a me evoca un’immagine: io, solo, in piedi, in mezzo al soggiorno della casa dei miei genitori, con le braccia conserte, a guardare fuori dalla finestra. In un momento di “lucida follia”, preso dalla voglia di abbandonare tutto: il calcio, la Juventus. Non ne potevo più. Un incubo. Tutti che ci massacravano, nessuno che ci difendeva. Solo i tifosi, spinti dal loro infinito amore, non hanno mai abbandonato la Vecchia Signora. Loro, noi, siamo la Juventus.
E’ bastato voltarmi, e vedere una fotografia che mi immortala quando ero ancora piccolino, per farmi cambiare idea. Avevo indosso la maglietta bianconera, alla quale avevo aggiunto, col pennarello, la scritta “Ariston”, disegnato due stelle ed uno scudetto all’altezza del petto. E, dietro, scritto il numero 10. Di un giocatore francese: Michel Platini. Cercavo spesso di imitare le sue gesta, con quei palloni talmente leggeri che il vento, a volte, aiutava nel creare strane traiettorie. Nella foto, ero sdraiato in un prato, in una posa simile a quella che Platini si inventò in quel di Tokyo, nel corso di una memorabile sfida vinta ai rigori contro l’Argentinos Juniors. Quando gli venne annullato uno dei goals più belli della sua straordinaria carriera.
Un’infinità di ricordi tinti in bianconero hanno accompagnato la mia esistenza ad oggi. Come quelli relativi alla finale di Champions League vinta a Roma. L’ho seguita in casa di mia nonna, soli, io e lei. Ai calci di rigore se n’era andata in cucina, non riusciva a reggere la tensione. Dopo l’ultimo penalty di Jugovic mi ha sentito urlare, è entrata in camera e mi ha trovato impazzito a saltare sul letto, mentre lanciavo i cuscini a destra e a manca. Non sapeva come fare a calmarmi. Io ci provavo a contenermi, ma poi vedevo Di Livio saltare come un bambino e riprendevo… Oggi lei non c’è più. Ad ogni goals della Juventus, mi immagino di vederla agitare il suo inseparabile ventaglio in segno di gioia.
Devo a mio padre (e al nonno paterno) l’amore per la pesca nei fiumi, altra passione della mia vita. A volte, quando lo vedo muovere la canna in mezzo all’acqua, penso sia stato concepito proprio lì. Sembrano una cosa sola. Mi è stato insegnato il rispetto per la natura e ho dovuto scoprire, al riguardo, quello che l’uomo è riuscito a rovinare nel corso degli anni. Del fiume, penso di essere un gradito ospite: quando mi trovo solo, tra le sue acque, e riesco a trovare un pò di tranquillità, provo sensazioni uniche. Una frase, scritta da Norman Maclean all’interno del suo libro “In mezzo scorre il fiume” (da cui è stato tratto l’omonimo film, diretto da Robert Redford), spiega esattamente quanto ho appena scritto: “Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume la attraversa. Il fiume è stato creato dalla grande alluvione del mondo e scorre sopra rocce che sono le fondamenta del tempo. Su alcune di queste rocce sono impresse gocce di pioggia senza tempo. Sotto le rocce ci sono le parole, e alcune delle parole appartengono alle rocce. Sono ossessionato dalle acque“.
Sono un tifoso, un blogger. Vivo di emozioni. Parafrasando Maclean, basterebbero quattro semplici parole per spiegare i miei sentimenti: “Sono ossessionato dalla Juventus”.
Buona visione.



Si ringrazia zebrabianconera10.wordpress.com

A tre giorni dall’inizio del campionato, la rosa della Juventus cambia ancora a seguito di un’operazione in uscita. Sergio Bernardo Almiron è stato ceduto in prestito al Bari.

Il centrocampista argentino è arrivato a Torino all’inizio del 2007/08, stagione che ha poi chiuso in Francia, al Monaco, dove è stato ceduto a gennaio. L’anno successivo il prestito alla Fiorentina, da cui è rientrato a fine campionato.

A mio parere un prestito giusto.
Qui alla Juventus avrebbe giocato molto poco.

E gli infortuni non finiscono qui.

Il bollettino di Diego:
"Sta bene,ha superato l'affaticamento muscolare al retto femorale della gamba sinistra e sarà pronto per l'inizio del campionato, fondamentale è stato il lavoro svolto con il preparatore Gaudino."
 Il bollettino di Giovinco:
"Ieri anche per lui risonanza magnetica che ha evidenziato un elongazione muscolare in termini pratici : uno stiramento alla coscia sinistra: stop di 20 giorni e prima di giornata a rischio."
 Il bollettino di Zebina:
"Il difensore francese fa tremare Ferrara,soffre di nuovo di tendinite però non al piede operato a novembre,oggi le sue condizioni saranno valutate da esami più approfonditi ma se la diagnosi dovesse essere confermata sarebbe un brutto colpo per Ferrara che aveva ritrovato nel pre campionato uno Zebina che si era ripreso alla grande."

Con l'arrivo di Caceres dovremmo essere coperti abbastanza in difesa.
Giovinco che ci possiamo fare,pur avendo 22 anni ha un fisico che non regge in nessun modo.
Riguardo a Diego,l'abbiamo visto giocare solo un'ora in campo con la maglia della Juventus,di certo non una buona presentazione.
Dovrebbe riuscire a giocare al Trofeo Tim venerdì sera contro il Milan e l'Inter.

E' una notizia che ha imbestialito e fatto rimanere a bocca aperta molti tifosi bianconeri.
Una cessione inaspettata e dal sapore amarognolo.
Ceduto a titolo definitivo per 2,5 mln ai viola, davvero una misera cifra tenendo conto che è un ottimo regista basso (infortuni permettendo).
Ora la Juventus tornerà sul mercato? Cobolli in una sua recente intervista ha dichiarato che il mercato della Juventus in entrata è definitivamente chiuso,sarà vero oppure è la classica strategia da mercato?
Io onestamente spero proprio che sia cosi,una strategia,e che prendano uno da farlo giocare al posto di Cristiano.
Vi lascio con una frase detta da Cristiano a metà Luglio:

“Ci vedremo presto con i dirigenti per discuterne, la mia speranza è quella di rimanere qui e vincere qualcosa di importante con questa maglia” (Cristiano Zanetti, 13 luglio 2009)

Non mi resta che,da buon tifoso,augurare a Cristiano buona fortuna!

A Mouringhio non resta che guardare quella coppa cosi tanto sognata.
La sconfitta in Supercoppa italiana, maturata allo stadio olimpico di Pechino contro la Lazio, non è andata giù all'Inter. Il club nerazzurro, sul proprio sito ufficiale, parla di beffa e gol di mano per la rete dell'1-0 "con il suo braccio sinistro". Nella prima notizia sull'esito della sfida, il sito interista parla di "primo gol di Matuzalem nettamente viziato da un fallo di mano".
Vederli rosicare non ha prezzo.

Guarda la sintesi della partita QUI


E' tempo di vacanze!!
Finalmente è giunta anche per noi l'ora di una sudata vacanza.
L'appuntamento è per il 22 agosto,con la prima giornata di campionato.
Auguriamo a tutti voi buone vacanze e vi invitiamo a tornare dal 23 agosto con molti articoli sulla nostra Juventus,molte schede di giovanissimi calciatori curate dal nostro esperto Nicholas e molto altro.
Buone vacanze!

Luca e Nicholas

Voglio condividere con voi un editoriale di Mughini su Trezeguet.

Bene, benissimo. Che David Trezeguet abbia giurato di non volere smettere la maglia bianconera, che dopo nove anni di gol a mitraglia voglia continuare a farli in nome e per conto della Vecchia Signora dei Campionati.
Lo so, lo so che non è tutto romanticismo quel che luccica. Che se una qualche società europea di rango avesse accettato di pagare a David quel sontuoso stipendio da 4 milioni e mezzo di euro netti l’anno, assicurandogli per giunta di partire titolare, lui ci sarebbe andato di corsa. Bene, benissimo che questo non sia avvenuto e che lui non mandi sms alla maniera di Ibra al mio amico Giovanni Cobolli Gigli esigendo di essere ceduto il più presto possibile. Era stato Giovanni a raccontarmi il comportamento dell’Ibra vincolato contrattualmente alla società bianconera nel frattempo scaraventata in B, e che batteva i pugni sul tavolo e urlava a chiedere che lo cedessero a tutti i costi. E a quel punto l’Inter lo poté pagare l’inezia di 22 milioni di euro, meno di un terzo di quanto lo abbia valutato adesso il Barcellona.
Carnefice azzurro
Tanto David che Ibra erano due giocatori usciti dal cilindro prodigioso del più grande direttore sportivo italiano dell’era moderna, Luciano Moggi. David venne acquistato dalla Juve quando di gol ne faceva già tanti nel massimo campionato francese ma prima di quel gol (purtroppo per noi italiani strepitoso) con cui la Francia si mise in tasca la coppa di miglior squadra europea, una coppa che all’89° era stata già impacchettata con i colori della bandiera italiani. Con la casacca juventina David fece inizialmente un po’ di panchina, perché in quel ruolo giocava da titolare un certo SuperPippo Inzaghi. Finché la Juve della Triade cedette Inzaghi per una gran cifra e puntò su David. Il quale ricambiò la cortesia riuscendo nell’impresa di totalizzare la miglior media gol mai riuscita a un goleador bianconero.
Sempre a segno
Dire che David e il gol siano tutt’uno è dire una banalità sconcertante, ma anche una verità assoluta. Lui non gioca a pallone, lui la mette dentro. Di rapina (che termine stupido!), al volo, in acrobazia, di destro, di sinistro. In tutti i modi possibili e immaginabili. Ve lo ricordate il gol che decise quel campionato che alcuni giudici pagliacci hanno poi rapinato alla Juve e regalato all’Inter (a proposito, spero non vi sia sfuggita l’intervista di Fedele Confalonieri in cui dice che i tornei “regalati” all’Inter sono due)?
Le cose erano andate così. La Juve e il Milan erano a pari punti a quattro turni dalla fine, e alla Juve toccava andare a giocare a San Siro.
La Juve era priva di Ibra, che era stato pesantemente squalificato. La partita del Milan che precedeva il big match era stata arbitrata da Massimo De Santis, l’arbitro accusato di essere al vertice dell’“organizzazione a delinquere” capeggiata da Moggi.
In quella partita ce n’erano due o tre di grandi giocatori milanisti che, ove fossero stati ammoniti da De Santis, avrebbero saltato lo scontro con la Juve. De Santis dimenticò i suoi doveri di gran delinquente professionale e non ne ammonì nessuno. E dunque ecco la Juve senza Ibra e il Milan al suo completo.
Arriviamo alla seconda parte del secondo tempo. Ancora 0-0, e dunque la Juve ancora in testa alla classifica, ma solo e soltanto per la differenza reti. Succede che dal limitare dell’area rossonera Alex Del Piero si trovi a giocare una palla a mezza altezza , spalle alla porta milanista e con un difensore rossonero alle costole.
Che perla
Che fa? Inventa una rovesciata che trasforma quella palla in un cross invitantissimo per il genio di David. Il quale va incontro alla palla, spalle anche lui alla porta, e per giunta pressato da un difensore rossonero e a non dire che da quelle sue parti sta arrivando anche il portiere rossonero (mi pare fosse il gigantesco Dida).
A quel punto lui si inventa una “palombella” con un colpo di cranio tanto da far percorrere alla palla una deliziosa curva che conclude la sua traiettoria in fondo alla rete. 1-0 per la Juve il punteggio finale. Juve che sarà campione d’Italia per la 28ª e meritatissima volta. Se c’è qualcuno che riesce a smentire in punta di fatto quello che ho raccontato - ho detto in punta di fatto - accetto che mi dia del cialtrone.
Il futuro è suo
Ho raccontato un gol fra i tantissimi di David. Ne potrei raccontare decine e decine. Quel primo e splendente gol juventino di un 3-1 inflitto ai “galacticos” del Real Madrid a Torino. Oppure, ed è tra i miei preferiti, il gol fatto al Torino a conclusione di una partita in cui lui non aveva toccato palla. Il gol per antonomasia di David, è difatti quello che lui realizza l’unica volta che tocca la palla. E del resto, amici cari che mi state leggendo, a che altro serve battere la palla se non a metterla dentro? Dimenticavo l’ultimo gol fatto con la maglia juventina. Domenica sera contro l’Aston Villa, e seppure la partita sia finita come sapete. A David toccava il secondo turno come rigorista bianconero. Uno stremato Iaquinta aveva fallito il primo rigore juventino. Un David svogliato o poco concentrato o che non ne poteva più della Juve ci avrebbe messo un niente a fallire il suo rigore. E invece lo ha messo dentro. Aspettatelo, aspettiamolo David. Sono sicuro che di gol nel suo carniere ne ha ancora tanti.
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- BIOGRAFIA DEL CALCIATORE -
Matias Ezequiel Schelotto,soprannominato ‘Il Levriero’(Buenos Aires, 23 maggio 1989) è un calciatore argentino,terzino destro,all’occorrenza ala destra del Cesena (Serie B) in comproprietà con l’Atalanta. E’ alto 1.92 cm e pesa 81 kg.

- CARRIERA -
La sua carriera calcistica inizia nelle trafile del Banfield,squadra argentina che milita in Primera Divisìon.
Dopo aver giocato nella Primavera del Banfield,esordisce nella Prima Squadra a 18 anni,collezionando anche una discreta quantità di reti.
A 19 anni,essendo svincolato dalla squadra argentina e non avendo nessun contratto,il Cesena Calcio,che nel 2008/2009 militava in Lega Pro(Serie C italiana) decide di investire su questo giovane ragazzo,individuandone le sue grandi capacità di corsa e tecnica.
Dopo aver risolto alcune pratiche con la Fifa,Schelotto a gennaio può cominciare a giocare in gare ufficiali col Cesena.
Il mister Pierpaolo Bisoli,intravede in lui molte capacità,confermando:
“Uno con questa prestanza non l'avevo mai visto” e ancora “Salta l'uomo a falcate invece che in dribbling,ha bisogno di correre. Deve ancora crescere, imparare a giocare con la palla. Ma ha pazienza ed è umile».
Esordisce contro la Spal,a Ferrara,segnando il gol vittoria che garantì al Cesena il primo posto in Classifica,e a fine campionato la promozione diretta in Serie B. Nel calciomercato estivo,l’Atalanta ne ha acquistato la metà dal Cesena.

- DATI TECNICI -
Ezequiel Schelotto è un giocatore che predilige la fascia destra,ma si adatta anche a fare il terzino destro. Le sue doti principali,sono la grande resistenza e la corsa:queste doti gli permettono di saltare facilmente l’uomo,essendo anche molto tecnico.
Pur essendo molto alto,è stabile,riesce a cambiare di passo repentinamente e senza sbavature in fase di controllo.
Molto abile anche nel colpo di testa,è padrone della fascia laterale di destra.
L’Atalanta ne ha acquistato la metà,e probabilmente nella stagione 2009/2010 lo porterà a Bergamo,dopo che il Cesena l’avrà fatto maturare ancora un anno in Serie B.

- CONSIDERAZIONI PERSONALI -
Avendo l’opportunità di vederlo dal vivo,mi ha fatto una grandissima impressione in fase di pressing e di corsa: nonostante corra per tutti i 90 minuti,ha una grande lucidità sia in fase offensiva che in fase difensiva,anche al termine di una gara.
Le sue doti principali fanno si che riesca a saltare con facilità gli avversari anche più fisici di lui.
La grande tecnica abbinata alla corsa continua fanno di questo giocatore un futuro Campione,che fra un anno molto probabilmente raggiungerà l’Atalanta in Serie A.

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Scheda tecnica a cura di: Nicholas e Luca


La Peace Cup è andata all'Aston Villa, ma Ciro Ferrara non è deluso della prestazione bianconera: "C’è un pizzico di dispiacere perché volevamo vincere. Ci abbiamo provato in tutti i modi, anche schierando quattro attaccanti insieme - ha dichiarato il tecnico a fine gara -. Comunque sono molto soddisfatto di come la squadra ha affrontato questa partita e, in generale, tutto il torneo. Abbiamo davvero lavorato bene in questi giorni e l’esperienza è stata molto positiva. Sono felice anche per David che a fine partita ha voluto parlare con me e con i compagni annunciandoci che intende rimanere con noi, mettendosi così alle spalle un momento un po’ particolare".
La Juve ha dimostrato in questo torneo di essere al momento il bozzolo di una grande squadra che ha ingredienti importanti come fisico, velocità e fantasia. Amalgamate e digerite le nuove idee di Ferrara, credo che la Juventus potrà davvero fare una ottima stagione,ne sono più che certo!

La pagella:
 
Buffon 6 
Zebina 7
Molinaro 5
Legrottaglie 6.5
Chiellini 6,5
F. Melo 6.5
Marchisio 6
Camoranesi 6,5
Giovinco 5.5
Iaquinta6
Trezeguet 4.5
Grygera 5.5
C. Zanetti 6
Del Piero 6
Amauri 5,5

Ferrara 6  

Ecco qui di seguito il video dei calci di rigore:

- BIOGRAFIA DEL CALCIATORE -
Eduardo Antonio Salvio,soprannominato Toto (Avellaneda,13 maggio 1990) è un calciatore argentino,attaccante del Lanùs.E’ alto 171 cm e pesa 74 kg.

- CARRIERA -
La sua carriera calcistica comincia a 11 anni,quando viene iscritto dai genitori alle giovanili del Lanùs.
Qui cresce facendo tutta la trafila tra i ragazzi argentini.
Viene aggregato dall’allenatore Luis Zubeldìa alla prima squadra nella stagione sportiva 2008/2009.
Esordisce il 24 agosto 2008 nella gara in trasferta contro il Boca Juniors,rimediando però una sconfitta di misura.
I primi gol ufficiali non tardano ad arrivare: il 4 ottobre 2008,durante la sua quarta gara ufficiale, Eduardo segna una doppietta,contro l’Argentinos Juniors,rendendosi protagonista per la vittoria della propria squadra per 4-2.

 - NAZIONALE -
Esordisce nella selezione argentina prendendo parte al Campionato Sudamericano di Calcio Under 17. In realtà Salvio non sarebbe dovuto partire titolare, ma complici una serie di infortuni dei compagni di squadra,finisce col giocare tutte le partite segnando 3 gol e strappando applausi. Alla fine della Competizione a livello Nazionale l’Argentina si classifica terza,dietro a Brasile e Colombia. Il gol più bello della competizione,non a caso,è proprio di ‘Toto’ Salvio,contro l’Equador: partito dalla trequarti a testa dribbla i primi due avversari, una volta entrato in area ne fa fuori altri due e con un colpo sotto scavalca il portiere mettendo in rete.
Partecipa poi al Campionato Sudamericano Under 20.
Egli disputa tutte le 9 gare del Torneo,segnando 4 gol.
Fa la prima apparizione in Nazionale Maggiore il 20 maggio 2009,nel match contro il Panama,terminato 3-1.

- DATI TECNICI -
Eduardo è un esterno offensivo che predilige il 4-3-3,ma può giocare anche da seconda punta.
Rapidissimo sia nell’attaccare gli spazi che palla al piede,scarica in campo tutta la sua potenza in progressione.
Nonostante la statura limitata,riesce a farsi rispettare contro avversari più piazzati: spesso questo è il problema che accomuna i sudamericani molto tecnici.
Salvio non è solo velocità e aggressività,è anche capace di mettere davanti alla porta i suoi compagni di squadra con pregevoli assist.

- CONSIDERAZIONI PERSONALI -
Riuscendolo a seguire nel Campionato Argentino,si nota a prima vista la personalità di questo giocatore:corsa,resistenza,tecnica e precisione.
Sa mettere davanti alla porta i compagni di squadra come se nulla fosse,gioca come trequartista e come seconda punta,per cui è un giocatore molto valido,un giocatore che gioca per sé stesso ma soprattutto per la squadra. Questo ragazzo quindi è un giocatore molto completo,e una volta raggiunta la piena maturazione calcistica sono certo che diventerà una stella del Calcio Mondiale.
Non a caso,molte squadre Europee,come Milan,Juventus,Siviglia e Barcellona hanno già messo gli occhi sulla stella Argentina.

- POSSIBILE ADATTAMENTO IN ITALIA -
Essendo seguito da diverse squadre italiane,tra tutte Milan e Juve,credo che questo ragazzo abbia le capacità di ambientarsi senza problemi al calcio italiano.
Il problema principale potrebbero essere i difensori delle squadre avversarie:in Italia infatti il calcio è sempre meno tecnico e più fisico,per cui non sembrerebbe privilegiare il suo gioco.
Grazie però alla sua tenuta fisica e alla resistenza in corsa,credo che potrebbe essere pedina fondamentale delle migliori squadre italiane.

Clicca QUI per vedere il video del giovane calciatore

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Scheda tecnica a cura di: Nicholas e Luca